SYDNEY – La Reserve Bank of Australia (RBA) ha lasciato i tassi d’interesse invariati al 4,35 per cento con decisione unanime, confermando le attese dei mercati ma mantenendo aperta la possibilità di nuovi rialzi se l’inflazione dovesse tornare ad accelerare.
Tutti e nove i membri del Monetary Policy Board hanno votato per mantenere fermo il costo del denaro, dopo che i dati di luglio avevano mostrato un andamento dei prezzi migliore del previsto.
Nel secondo trimestre, sia l’inflazione complessiva sia quella di fondo sono rimaste sopra la fascia obiettivo del 2-3 per cento. L’inflazione di fondo (trimmed mean), misura preferita dalla Banca centrale, si è però fermata al 3,6 per cento, sotto il 3,8 per cento previsto in precedenza.
Il risultato ha concesso alla RBA maggiore margine per osservare l’evoluzione della crisi in Medio Oriente e gli effetti del rincaro del petrolio, tornato a salire con il nuovo aggravarsi del conflitto.
Le previsioni pubblicate insieme alla decisione indicano che l’inflazione dovrebbe restare sopra il 2,5 per cento fino all’inizio del 2028. La Banca centrale ha inoltre avvertito che i rischi restano orientati verso l’alto.
“L’inflazione è ancora troppo alta”, ha scritto la RBA nella propria dichiarazione sulla politica monetaria, precisando che il ritorno verso il centro della fascia obiettivo non è atteso prima della fine del 2027.
Il consiglio ha ribadito che, se necessario, potrebbe tornare a decidere per un rialzo dei tassi d’interesse per riportare stabilmente i prezzi verso l’obiettivo prefissato.
Un altro elemento che pesa sulle decisioni è il rapido indebolimento del mercato immobiliare. I tre aumenti dei tassi decisi nella prima metà del 2026 hanno aggiunto circa 270 dollari al mese alle rate di un mutuo da 600mila dollari, contribuendo al calo dei prezzi delle abitazioni.
La flessione si è accentuata dopo le modifiche fiscali contenute nella manovra economica federale, che hanno ridotto alcune agevolazioni per gli investitori immobiliari.
La RBA ha riconosciuto che una caduta delle quotazioni più ampia del previsto potrebbe frenare ulteriormente consumi ed economia.
Nel quadro internazionale, la Banca ha osservato che gli investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno finora sostenuto la crescita dei principali partner commerciali dell’Australia, compensando in parte gli effetti negativi della guerra in Medio Oriente.
Sul fronte interno resta invece il problema della produttività, definita storicamente debole e ancora capace di limitare il potenziale di crescita del Paese.