MELBOURNE - Il Partito liberale del Victoria si prepara a escludere Moira Deeming dalla lista dei candidati per le elezioni di novembre, dopo il suo rifiuto di chiedere scusa a Matthew Guy per la denuncia di aggressione archiviata dalla polizia.
Secondo le aspettative interne al partito, la leader dell’opposizione Jess Wilson dovrebbe chiedere la revoca della preselezione di Deeming come prima candidata Liberale per la Western Metropolitan Region, una posizione che garantirebbe quasi certamente l’elezione. L’esecutivo statale avrebbe bisogno di tre-cinque giorni per convocare una riunione e votare sulla rimozione.
Deeming aveva accettato di incontrare Wilson, ma oggi il leader dell’opposizione in Parlamento, James Newbury, ha detto che quel confronto non è più sul tavolo. A Deeming era stato chiesto di presentare scuse senza condizioni a Guy. “Ha rifiutato di farlo. Di conseguenza, occorrono ulteriori azioni, e il partito ci sta lavorando ora”, ha dichiarato Newbury.
La vicenda nasce da un evento organizzato il mese scorso dalla comunità macedone a Sunshine. Deeming aveva sostenuto che Guy l’avesse bloccata con una presa al collo. La denuncia era stata prima portata all’ufficio di Wilson e poi presentata alla Victoria Police. Giovedì scorso la polizia ha chiuso il fascicolo dopo aver esaminato le immagini di videosorveglianza, che mostravano Guy mentre appoggiava la mano sulla schiena di Deeming in un locale affollato.
Guy aveva respinto con forza l’accusa e venerdì, in una conferenza stampa dal forte tono emotivo, ha avanzato la richiesta di pubbliche scuse, lasciando aperta la possibilità di rivolgersi ad avvocati per diffamazione subita. “Non c’è ambiguità”, aveva detto. Per lui, il filmato e la conclusione della polizia chiariscono il punto essenziale: l’episodio descritto non è avvenuto nei termini denunciati.
Deeming, però, non arretra. In una dichiarazione diffusa ieri tramite il suo avvocato Tim Houweling, ha ammesso di aver frainteso il significato tecnico del termine inglese “headlock”, ma ha sostenuto di averlo usato in buona fede per descrivere ciò che aveva percepito fisicamente. Il legale ha aggiunto che la parlamentare non si scuserà per qualcosa che ritiene di non aver fatto.
La deputata sostiene di essere sottoposta a “bullismo di gruppo” e afferma che la sua interpretazione dell’interazione sia stata aggravata da esperienze traumatiche pregresse. Il partito, però, guarda ormai alla gestione politica del caso. Diversi parlamentari, inclusi alcuni suoi precedenti alleati, hanno fatto sapere di non volerla più nella squadra.
Newbury ha detto di non parlare con Deeming da settimane, forse da mesi. Il dato politico è più chiaro del rapporto personale: dopo anni di fratture interne, i Liberali del Victoria stanno cercando di chiudere un altro caso prima che irrompa nel mezzo della campagna elettorale.