KIEV - “Un incontro a Mosca è fuori questione”, per il faccia a faccia tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin per avviare i negoziati di pace tra Russia è Ucraina. “Va bene” invece se il bilaterale si terrà in Svizzera, Austria o anche Turchia. È questa la linea del presidente ucraino Zelensky.
Riguardo poi alla possibilità che l’Ungheria di Victor Orban venga scelta come sede di uno degli incontri, Zelensky ha detto che la questione è “difficile” perché “c’è un’ampia unità in Europa nel sostenere l’Ucraina in questa guerra, ma, per essere franco, Budapest non vi partecipa”.
Proprio sul nodo Ungheria fa sapere di aver “chiesto al presidente Trump di assicurare che Budapest non blocchi il nostro cammino verso l’adesione alla Ue”, richiesta a cui il tycoon ha risposto promettendo che “il suo team ci lavorerà”.
Zelensky ha bollato poi come “una spacconata” i discorsi di Mosca “sull’occupazione del nostro Donbass entro la fine dell’anno”, affermando di ritenere che alla Russia sarebbero necessari altri 4 anni di guerra per conquistare il resto della regione che Vladimir Putin ha chiesto in cambio della fine dei combattimenti.
Il presidente ucraino ha infatti sottolineato come la Russia prima dell’invasione avesse già il controllo di un terzo della regione e ora controlla il 67-69%, vuol dire quindi che in quasi quattro anni di guerra ha conquistato solo un terzo della regione. Insomma, per Zelensky, Putin sta cercando di vendere “aria fritta” a Donald Trump, “forse sperando di evitare la fine della guerra fissando delle condizioni che non possiamo accettare”.
Zelensky ha aggiunto di aver spiegato a Trump che un ritiro di Kiev da tutto il Donbass aprirebbe la strada alla Russia verso Kharkiv e Dnipro. “Se Putin prende il controllo qui - ha detto riferendosi al Donbass ancora controllato da Kiev - si spingerà oltre, a prescindere da qualsiasi accordo firmato”.
Su quanto il presidente Trump sia d’accordo, non è chiaro, ma Zelensky assicura che “Ha capito”.
Il presidente ucraino, inoltre, ha detto di non volere che la Cina svolga un ruolo di garante della sicurezza dell’Ucraina, facendo riferimento al sostegno di Pechino a Mosca.
“Innanzitutto, dall’inizio di questa guerra la Pechino non ci ha aiutato a fermarla. In secondo luogo, la Cina ha aiutato la Russia aprendo il suo mercato dei droni. Non abbiamo bisogno di garanti che non aiutano l’Ucraina e che non l’hanno aiutata nel momento in cui ne avevamo veramente bisogno”, ha affermato Zelensky.
Intanto le forze russe stanno radunando truppe lungo la linea del fronte meridionale nell’oblast di Zaporizhzhia, in Ucraina, ha riferito il presidente ucraino. “A Zaporizhzhia il nemico si sta rafforzando – ha dichiarato Zelensky –. Vediamo che continuano a trasferire parte delle loro truppe da Kursk in quella direzione.
La Russia ha stabilito un “folle anti-record” con gli attacchi aerei condotti nella notte contro l’Ucraina, ha poi sottolineato il presidente ucraino in un post su X, affermando che Mosca continua i suoi raid aerei notturni letali contro l’Ucraina, “come se nulla stesse cambiando. Come se non ci fossero sforzi da parte del mondo per fermare questa guerra. È necessaria una reazione a tutto questo. Non c’è ancora alcun segnale da parte di Mosca che dimostri che intende davvero avviare negoziati significativi e porre fine al conflitto”.
La Russia ha lanciato circa 600 droni e 40 missili contro l’Ucraina durante la notte, aggiungendo che sono in corso operazioni di salvataggio in “molte regioni”. Inoltre, ha aggiunto, è stato “molto significativo” il fatto che Mosca abbia condotto un raid contro “un’impresa americana” nell’oblast occidentale della Transcarpazia.
Dal canto suo Kiev ha testato un missile a lungo raggio, noto come Flamingo, che può colpire obiettivi a 3mila chilometri di distanza. “Il missile ha passato con successo i test. È al momento il nostro missile di maggior successo, può volare 3mila chilometri, che è una cosa significativa”, ha detto Zelensky spiegando che la produzione del missile potrebbe iniziare a febbraio del prossimo anno.