ROMA - Forza Italia e Lega voteranno a favore dell’emendamento sulle preferenze alla riforma della legge elettorale, presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc. La decisione arriva nel giorno in cui alla Camera cominciano i voti sul testo e segna un passo avanti per la maggioranza su uno dei punti più discussi della riforma. 

Al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia alla Camera, nella Sala Colletti, fonti qualificate del partito hanno riferito che, dopo un’ampia discussione, è emerso “il parere favorevole” e l’indicazione a votare sì all’emendamento. 

Poche ore prima era arrivata una decisione analoga dalla Lega. Il partito ha spiegato di avere valutato la proposta di FdI, Noi Moderati e Udc e di avere riscontrato un sistema misto che, secondo il Carroccio, garantisce la governabilità e consente di dare voce ai territori nella scelta dei rappresentanti. Per questo il gruppo alla Camera riceverà indicazione di votare a favore. 

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha escluso che il via libera sia legato a negoziati interni alla maggioranza. “Non abbiamo come al mercato compensazioni da chiedere. Io sono sempre stato eletto sia in Europa che al Comune di Milano con le preferenze. Quindi, per quello che mi riguarda non saranno un problema”, ha detto al Tg3. 

Sul fronte opposto, il Pd si prepara a chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti per i quali il regolamento lo consente, compreso quello sulle preferenze. La linea è emersa da fonti dem mentre la segretaria Elly Schlein, nell’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari, ha confermato l’opposizione alla riforma. 

“Questa pessima legge elettorale è irricevibile, nel metodo e nel merito”, ha detto Schlein, secondo cui il centrodestra avrebbe costruito il testo “su misura per paura di perdere le elezioni”. 

Per Schlein, dopo la sconfitta al referendum costituzionale, la riforma rappresenta “un chiaro tentativo di realizzare il premierato con la legge elettorale”.  

La segretaria Pd ha criticato anche le priorità della maggioranza, parlando di un Paese “con la crescita a zero, i salari tra i più bassi e le bollette più care d’Europa”.  

Il Partito democratico continuerà quindi a “fare muro” insieme alle altre opposizioni: i dem non voteranno nulla con la destra, ma sosterranno gli emendamenti soppressivi, quelli comuni con gli alleati e le proposte delle altre opposizioni che superano le liste bloccate attraverso collegi uninominali o preferenze.