C’è un momento, raro e prezioso, in cui due universi apparentemente lontani si incontrano e, invece di scontrarsi, si accordano con naturalezza, dando vita a qualcosa di nuovo, inatteso, profondamente armonico. È ciò che accade con Retablos, il progetto che vede insieme Giua e il compositore pistoiese Riccardo Tesi: energia e calma, giovinezza e maturità, azione e riflessione. Due traiettorie diverse che, complice una lunga amicizia e una sensibilità condivisa, trovano un equilibrio sorprendente.
Nella cornice del Co.As.It. di Carlton, il concerto, mercoledì 8 aprile, si presenta come un racconto che prende per mano lo spettatore tra le storie di vita, memoria e viaggio, conducendolo in un percorso sonoro raffinato e coinvolgente.
Un’esperienza percettiva costruita sapientemente, dove ogni nota sembra trovare il proprio posto con naturalezza. Un viaggio nelle trame invisibili della nostra emotività.
Maestro del folk dalle radici toscane, Tesi vanta oltre quarant’anni di carriera e collaborazioni con giganti del cantautorato italiano come Fabrizio De André, Ivano Fossati e Gianmaria Testa. Giua, nome d’arte di Maria Pierantoni Giua, è una cantante, cantautrice e chitarrista pluripremiata, con una solida presenza nella scena musicale e teatrale italiana: una sensibilità contemporanea, capace di muoversi con agilità tra musica e palcoscenico.
“Conosco Giua da tanti anni – racconta Tesi – perché lei lavorava con Beppe Quirici, produttore di Fossati, con cui collaboravo in quel periodo. Siamo diventati subito amici: io ho suonato nei suoi dischi, lei nei miei, abbiamo scritto insieme, ma non avevamo mai fatto un concerto assieme, prima di tre anni fa”.
Ed è proprio da questa lunga frequentazione, intrisa di esperienze, incontri e collaborazioni, che nasce l’album Retablos. Un progetto che affonda le sue radici in un episodio quasi casuale, avvenuto in Perù. “Dovevo suonare a un festival a Lima – prosegue Tesi – e una settimana prima mi chiesero se potessi cantare.
Ho risposto di no, ovviamente. Allora mi chiesero di portare qualcuno con una bella voce, e l’unica abbastanza ‘folle’ da accettare era Giua”.
Da quel primo concerto, nato quasi per gioco, è scaturita una collaborazione sempre più solida, capace di evolversi fino a diventare un vero e proprio percorso artistico condiviso. Il titolo stesso ‘Retablos’ si ispira alle tradizionali scatole peruviane che, aprendosi, rivelano scene di vita quotidiana: una metafora potente, che ben rappresenta la loro musica, fatta di finestre che si spalancano su mondi interiori ed emotivi.
Sul palco, la voce calda e poetica di Giua si intreccia con la fisarmonica di Tesi, in un dialogo continuo tra parola e suono. “Le nostre differenze sono la nostra forza – spiega Giua –. È come se uno più uno non facesse due, ma qualcosa di più. Ci influenziamo a vicenda e arriviamo in territori che da soli non avremmo esplorato”.
Una visione condivisa anche da Tesi, che sottolinea il valore dell’incontro tra generazioni: “La giovinezza porta urgenza ed energia; la maturità, invece, riflessione. L’equilibrio tra queste due dimensioni è ciò che rende il risultato così interessante”.
Il concerto si snoda così tra momenti di intensa emotività e passaggi più leggeri, alternando ballate intime a brani strumentali ricchi di suggestione. Tra i momenti più toccanti, Mex Moon, una storia d’amore “sotto la luna messicana”, un invito a lasciarsi andare e a sognare.
E ancora, Ti chiamo io Domani, dedicata a un amico scomparso: una canzone che nasce dal dolore ma si trasforma, magistralmente, in un inno alla continuità e alla memoria.
Non manca, tuttavia, la dimensione del viaggio. Dopo le tappe a Sydney e Canberra, i due artisti sono arrivati a Melbourne attraversando la campagna australiana, in un vero e proprio percorso ‘on the road’ che ha ulteriormente nutrito la loro ispirazione. “L’Australia è sorprendente – racconta Giua –. C’è una qualità della vita e una serenità che si percepiscono ovunque. È uno spazio che è anche mentale, interiore”.
E proprio da questa esperienza nasce già lo sguardo verso il futuro: nuove canzoni, nuove idee, forse un nuovo disco, frutto di un lavoro condiviso che continua a evolversi.