BUENOS AIRES – L’Università per Stranieri di Perugia ha partecipato alla 50ª edizione della Fiera Internazionale del Libro di Buenos Aires 2026, presentando il volume dedicato alla propria storia allo stand dell’Istituto Italiano di Cultura, l’8 maggio.

Oltre alla presentazione del libro L’Università per Stranieri di Perugia. Storia di un ateneo aperto al mondo, durante la fiera sono stati organizzati incontri dedicati alla promozione della lingua e della cultura italiana, confermando la “Stranieri” come polo di proiezione internazionale nell’ambito del progetto Transit (Transnational Italian in Higher Education), in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires.

L’incontro, al quale hanno partecipato il rettore Valerio De Cesaris e la docente Giovanna Scocozza (delegata alle relazioni internazionali in America Latina), si è concentrato sul valore della lingua italiana come veicolo di cultura. In questo contesto, l’apertura verso altre culture – favorita dalla proiezione internazionale dell’ateneo – diventa uno strumento di pace.

De Cesaris ha ricordato che, nonostante l’istituzione sia nata durante il periodo fascista, il clima all’interno del campus fosse già allora segnato dall’inclusione e dallo scambio culturale tra studenti provenienti da Paesi diversi.

“Negli archivi sono ancora custodite le lettere degli studenti che, in un momento storico segnato da nazionalismi e contrapposizioni, mostrano invece una realtà diversa, fatta di unione e incontro tra culture – racconta il rettore –. La cultura non si può racchiudere in un’ideologia”.

Ha inoltre ricordato che proprio il progetto originario dell’Università per Stranieri di Perugia, fondato sull’idea di una “cultura aperta”, spinse la già celebre pedagogista Maria Montessori a creare lì il suo centro di studi, dove tenne numerose conferenze sul concetto di educazione alla pace. “Perché strettamente legata al rispetto degli altri individui e delle altre culture”, sottolinea De Cesaris.

Ribadendo l’impegno del capoluogo umbro nell’utilizzo della cultura come strumento di pace, Giovanna Scocozza ha ricordato la prima Marcia della pace Perugia-Assisi, alla quale parteciparono migliaia di persone.

Organizzata dal filosofo e pedagogista Aldo Capitini il 24 settembre 1961, in un clima di forte tensione internazionale durante la crisi di Berlino, rappresentò un punto di svolta nella concezione dell’azione pacifista e nonviolenta. “Oggi, come allora, questa Università intende utilizzare la lingua italiana per promuovere la pace”, ha concluso Scocozza.

All’incontro hanno partecipato anche i soci del Centro Umbro, che hanno ricordato il loro passaggio nell’ateneo. Il presidente dell’associazione, Ariel Lucarini, che vi ha studiato grazie a una borsa di studio, ha raccontato un’esperienza che lo ha profondamente segnato. “La nostra storia personale e quella dell’associazione non sarebbero le stesse – afferma –. È davvero un’esperienza unica condividere gli studi con persone provenienti da più di quaranta Paesi diversi”.

La delegazione dell’Università per Stranieri di Perugia comprende anche la responsabile del servizio relazioni internazionali Valentina Seri, la responsabile dell’orientamento Nicole Benedetti, la social media manager Sara Nasini, la delegata alle relazioni internazionali e docente di Didattica della lingua italiana Letizia Cinganotto e Roberta Rondoni, collaboratrice esperta di linguistica dell’ateneo e direttrice del Centro di valutazione e certificazione linguistica dell’Università.

La delegazione incontrerà nel corso del mese di maggio altre istituzioni educative argentine, tra cui l’Università di Mendoza e diverse scuole paritarie del Paese.