PESARO - Lottare non basta, non contro Jokic e compagni. Gli azzurri escono sconfitti 64-76 dal big match contro la Serbia di coach Alimpijevic, che con questa vittoria scavalca proprio l’Italia nella classifica del girone J delle qualificazioni ai Mondiali 2027. A novembre la quinta finestra.
L’Italia (5 vittorie e 3 sconfitte) è ora terza alle spalle della Turchia e la Serbia (6/2), e davanti a Lituania, Bosnia e Islanda. Nel capoluogo marchigiano la squadra di coach Banchi gioca ad armi pari contro Jokic e compagni e rimane in gara almeno fino agli ultimi 5’. Poi la fisicità della Serbia ha la meglio e il divario si amplia fino al +12 conclusivo. Miglior realizzatore degli azzurri è Nico Mannion (23 punti). In doppia cifra anche Simone Fontecchio con 15 punti.
Nel secondo quarto il 13-0 della Serbia (24-38) coincide col momento peggiore degli azzurri, che va in bonus dopo 4’ e soffre a rimbalzo senza riuscire a trovare soluzioni offensive ad alta percentuale: appena 12 i punti messi a referto nel secondo quarto dall’Italia, che però anche nelle difficoltà non si perde e riesce a rimanere attaccata alla partita. Qualità evidenziata in tutte le sfide di questi Qualifiers. A dare la carica è Mannion, che in apertura di terzo quarto riprende da dove aveva lasciato prima dell’intervallo lungo (31-40). Di Nico la tripla del 36-40, con la l’Italia che torna prepotentemente in partita e la Serbia in evidente difficoltà offensiva di fronte alla rinnovata aggressività di Niang e compagni. Sul 38-44 il quarto fallo e successivo quinto per tecnico di Jovic possono dare una svolta alla partita perché Mannion dalla lunetta non fallisce, sua anche la tripla del 47 pari al tramonto del terzo quarto.
Due triple senza ritmo di Avramovic e Guduric ci rispediscono a -5 (52-57) e all’ultimo quarto si affacciano sul -3 (54-57). Avramovic propizia il nuovo allungo serbo nella prima metà del quarto periodo e le brutte notizie non arrivano mai da sole, perché gli azzurri si ritrovano a 6’ dalla fine con 10 punti da recuperare (54-64), Fontecchio in panchina per un affaticamento muscolare e il rientro in campo di Jokic. Con 2’ 30” sul cronometro la penetrazione di Guduric segna il nuovo +11 e di fatto consegna la partita alla Serbia, l’ultimo ad arrendersi è Mannion ma è troppo tardi.