SYDNEY - Al Bethany College l’italiano non vive confinato tra i muri della classe, lo si sente parlare nei corridoi, durante le attività culturali, le gite educative e nei laboratori di cucina.

Tra lezioni immersive e viaggi alla scoperta delle radici culturali europee, il programma linguistico della scuola femminile di Hurstville è diventato, negli anni, uno degli elementi distintivi dell’istituto. 

A illustrarlo è Marco Gianni, Teacher in charge del dipartimento di Lingue, nato e cresciuto in Australia da una famiglia abruzzese originaria di Raiano, in provincia dell’Aquila.

Insieme alle classi di italiano e francese, l’insegnante coordina anche il corso Travel Guides, un corso per scoprire lingue e culture dei principali Paesi europei, soffermandosi su “cosa vale la pena vedere come turista”, spiega Gianni.

“Durante il corso facciamo anche un trimestre di italiano, un trimestre di francese e un trimestre di tedesco. Un piccolo assaggio delle principali lingue europee e informazioni utili per viaggiare in Europa”. 

Durante le lezioni di italiano insieme a Gianni e alla collega Enza Criniti, le ragazze possono fare pratica con un’assistente linguistica che porta in aula quell’autenticità che aiuta a mantenere vivo il contatto con la lingua contemporanea e con l’evoluzione della cultura del Bel Paese.

“È un pizzico d’Italia in più in ogni classe - commenta l’insegnante -. Per le ragazze è importante confrontarsi con una persona cresciuta in Italia, che possa spiegare espressioni moderne o raccontare aspetti della vita quotidiana che cambiano nel tempo”. Recentemente, in classe si è accesa una discussione attorno all’uso della parola “ni” - risposta a metà tra sì e no - che molte studentesse non avevano mai sentito prima. 

a lingua viene utilizzata il più possibile, “le lezioni cominciano sempre in italiano”, chiarisce Gianni, spiegando come le ragazze vengano incoraggiate a usare espressioni semplici, dai saluti al vocabolario quotidiano, costruendo gradualmente maggiore sicurezza nella conversazione. La grammatica resta importante, ma viene sempre affiancata da attività pratiche e culturali.

“A scuola parliamo delle festività italiane, guardiamo dei video sul Carnevale di Venezia e Viareggio, parliamo della Pasqua, di San Valentino e delle tradizioni regionali”, prosegue Gianni che spiega anche come, per creare un ambiente immersivo, le aule vengono decorate con immagini e cartelloni dedicati all’Italia. Cibo e cucina trovano ampio spazio in classe, essendo argomenti molto amati ed efficaci nell’avvicinare le ragazze alla lingua e alla cultura.

“Organizziamo un ‘Gelato Day’ durante il quale le studentesse devono fare il proprio ordine in italiano”, mentre con il progetto ‘Piatto perfetto’ imparano a misurarsi con ricette tradizionali, come il salame di cioccolato, un dolce molto apprezzato dalle giovani cuoce, che lo preparano seguendo le istruzioni in italiano dello chef Luca Roncari. 

Ma l’esperienza che ha lasciato il segno più profondo nelle ultime settimane è stata senza dubbio la gita di tre giorni a Melbourne organizzata per le classi senior. Un viaggio costruito da Marco Gianni ed Enza Criniti grazie a mesi di preparazione e ricerche, con l’obiettivo di mostrare alle studentesse la presenza della cultura italiana nella capitale del Victoria, lo Stato australiano con la più numerosa comunità proveniente dal Bel Paese.

Dopo la visita a Lygon Street, cuore storico dell’italianità a Melbourne, il gruppo ha partecipato a una lezione di cucina, preparando gnocchi e bomboloni, visitato il Museo Italiano del Co.As.It. e trascorso del tempo tra le corsie dei supermercati italiani, come La Manna e Mediterranean Wholesalers. 

Una delle tappe più interessanti del viaggio è stata la visita alla grande mostra dedicata all’antica Roma ospitata al Melbourne Museum, ROME: Empire, Power, People. La prima vera immersione nella storia romana vissuta in maniera interattiva.

“Sono rimaste tutte entusiaste”, assicura Gianni che racconta come una delle stanze più apprezzate sia stata quella dedicata al Colosseo. Le ragazze hanno scattato fotografie fingendo di assistere ai combattimenti tra gladiatori, vivendo per qualche minuto l’impressione di trovarsi davvero nell’atmosfera dell’antica Roma. “Per loro era un’opportunità di essere in Italia, senza dover andare così lontano”, afferma l’insegnante. 

La visita ha anche stimolato discussioni storiche e artistiche inattese. Davanti alle statue romane mutilate, molte studentesse hanno chiesto perché i nasi fossero spesso rotti. Da lì è nata una conversazione sul significato simbolico delle distruzioni nell’antichità e sulla rabbia popolare verso alcune figure storiche.

Un momento che ha trasformato la visita museale in una vera esperienza educativa, capace di collegare lingua, storia e cultura. È enorme l’impegno degli insegnanti di lingua del Bethany College per coinvolgere le alunne, in questo senso si inseriscono le iniziative programmate durante la pausa pranzo quando, con attività extracurriculari, si organizzano sfide di Trivia, incontri dedicati all’Eurovision e partecipazioni all’Italian Film Festival. 

Una delle migliori soddisfazioni che si raccolgono dopo tanta dedizione è vedere come l’italiano sia presente nella vita scolastica anche oltre le lezioni.

“Quando camminiamo nei corridoi sentiamo continuamente ragazze che ci salutano dicendo ‘ciao prof’ o ‘buongiorno’, anche se magari non studiano più la lingua”, racconta Gianni.

Dopo gli anni della pandemia, che hanno interrotto i viaggi in Europa organizzati dalla scuola, iniziative come quella di Melbourne rappresentano un nuovo modo per rimanere in contatto con la cultura italiana, dimostrando che la lingua non è relegata sulle pagine di un libro, ma vive nella comunità, fra le strade, nei negozi e nei musei.