WELLINGTON – Chris Luxon resterà primo ministro della Nuova Zelanda dopo avere superato un nuovo voto di fiducia interno del proprio partito, al termine di una riunione del gruppo parlamentare durata quasi tre ore.
Il risultato mette fine, almeno per ora, a giorni di speculazioni sulla sua leadership, alimentate da sondaggi personali sfavorevoli e da una serie di gaffe che avevano rafforzato il malcontento tra alcuni parlamentari.
“Questa mattina c’è stato un voto di fiducia sulla mia leadership durante la riunione del caucus e ho il pieno sostegno del gruppo parlamentare - ha dichiarato Luxon -. Il nostro caucus è unito ed è determinato a vincere queste elezioni.”
Il margine della votazione non è stato reso noto, secondo la tradizione del Partito Nazionale, che mantiene riservati i numeri delle consultazioni interne.
Per Luxon si tratta del secondo successo di questo tipo in pochi mesi. Già ad aprile aveva promosso personalmente una verifica della propria leadership e ne era uscito confermato.
La vittoria ha sorpreso diversi osservatori politici. L’ex ministro della Difesa Wayne Mapp aveva sostenuto che il primo ministro avesse sbagliato i propri calcoli convocando la riunione, mentre la responsabile politica di Radio NZ Jo Moir aveva descritto la sua posizione come “appesa a un filo”.
Anche Thomas Coughlan del NZ Herald, che lunedì aveva rivelato il crescente malcontento interno, riteneva “incredibilmente improbabile” che Luxon riuscisse a sopravvivere.
Uno dei suoi principali alleati, il ministro di Polizia Mark Mitchell, ha invece confermato di avere lavorato fino a tarda sera con il premier per consolidarne la posizione. “Sono con lui al 110 per cento”, aveva dichiarato prima del voto.
Non erano emersi candidati ufficiali per una successione, anche se il nome del ministro dell’Istruzione Erica Stanford era stato indicato come possibile alternativa. Stanford è comparsa alle spalle di Luxon durante la breve conferenza stampa successiva alla riunione, in un evidente segnale di unità.
La crisi interna resta comunque singolare perché il blocco di centrodestra continua a trovarsi in una posizione competitiva in vista delle elezioni.
I Nazionali governano insieme ad ACT e NZ First e la maggior parte dei sondaggi mantiene la coalizione di destra davanti al fronte composto da Labour Party, Verdi e Māori Party.
Il problema riguarda soprattutto il consenso diretto al Partito Nazionale sceso dal 38 per cento delle elezioni del 2023 a una media vicina al 29 per cento.
Un sondaggio TVNZ pubblicato oggi ha inoltre confermato la debolezza personale di Luxon: soltanto il 17 per cento degli elettori lo indica come primo ministro preferito, pur mantenendolo davanti al leader dell’opposizione Chris Hipkins, fermo al 15 per cento.