MILANO - Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Lombardia ha confermato l’intitolazione dell’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi, respingendo i ricorsi presentati dal Comune di Milano e dai comuni di Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate (in provincia di Varese).
Secondo i giudici, gli aeroporti rientrano nel demanio dello Stato e svolgono funzioni di rilievo nazionale e internazionale, circostanza che esclude i Comuni dal poter vantare un interesse diretto e qualificato a contestare la decisione. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione.
Un altro elemento centrale della sentenza riguarda la natura dell’intitolazione stessa: il Tar l’ha definita “un atto prevalentemente simbolico e onorifico”, privo di effetti concreti e immediatamente lesivi sui territori coinvolti.
I giudici hanno inoltre precisato che non si tratta di un atto politico sottratto al controllo della magistratura amministrativa, bensì di un atto amministrativo teoricamente impugnabile ma, in questo caso, pienamente conforme alla legge.
La decisione arriva a quasi tre anni dalla morte di Silvio Berlusconi, avvenuta il 12 giugno 2023. In quel periodo, il Consiglio Regionale della Lombardia aveva approvato un ordine del giorno per proporre l’intitolazione dello scalo all’ex presidente del Consiglio.
Sul piano politico, la sentenza ha suscitato reazioni contrastanti. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha commentato: “È la vittoria del buonsenso, un omaggio a un protagonista assoluto del nostro Paese. Berlusconi è un grande italiano”. Il consigliere regionale Marco Bestetti (FdI) ha espresso soddisfazione, aggiungendo che “spiace che il Tribunale abbia dovuto perdere tempo e risorse pubbliche su ricorsi così ridicoli”.
Le amministrazioni locali che avevano impugnato l’intitolazione hanno invece criticato la scelta, sostenendo che una decisione di questo tipo avrebbe dovuto coinvolgere maggiormente i territori interessati.