WASHINGTON – La presenza militare degli Stati Uniti in Australia è destinata a crescere ulteriormente, con nuovi annunci attesi nei prossimi mesi nell’ambito del rafforzamento della cosiddetta force posture americana sul territorio australiano.
Il vice primo ministro e ministro della Difesa Richard Marles ha discusso il tema a Washington con il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, affrontando l’espansione delle attività americane nelle basi australiane.
Gli Stati Uniti dispongono già di una presenza rilevante tramite gli accordi esistenti, tra cui la rotazione annuale dei Marines a Darwin e la futura Submarine Rotational Force – West presso la base HMAS Stirling, vicino a Perth.
Dal prossimo anno, circa mille membri della U.S. Navy dovrebbero essere basati alla HMAS Stirling per sostenere le operazioni dei sommergibili nucleari Virginia-class.
Marles ha indicato che ulteriori dettagli verranno resi noti in occasione dell’AUSMIN, l’incontro tra i ministri degli Esteri e della Difesa dei due Paesi.
“Da quando siamo arrivati al governo si vede una linea chiara di crescita della presenza americana in Australia”, ha dichiarato.
Secondo il ministro, una maggiore presenza statunitense rafforza la deterrenza e contribuisce alla stabilità nell’Indo-Pacifico, rispondendo direttamente all’interesse nazionale australiano.
Il resoconto del Pentagono sull’incontro parla esplicitamente dell’intenzione di “accelerare le iniziative di force posture nelle basi australiane” e indica anche una maggiore cooperazione industriale nella Difesa, compresa la produzione di missili guidati.
Australia e Stati Uniti avevano firmato nel 2014 un force posture agreement destinato a garantire una presenza americana di lungo periodo, considerata utile sia alla sicurezza regionale sia alla risposta rapida in caso di disastri umanitari.
Il colloquio ha affrontato anche il punto della spesa militare, mentre Washington continua a chiedere agli alleati di investire maggiormente nelle proprie capacità.
Marles ha sostenuto che gli aumenti australiani sono stati accolti favorevolmente, affermando che la spesa per la Difesa ha raggiunto il 2,8 per cento del PIL secondo il criterio utilizzato dalla NATO.
Il ministro ha inoltre ribadito la propria fiducia nella consegna del primo sommergibile Virginia-class prevista dall’accordo AUKUS.
L’Australia dovrebbe acquistare tre unità americane di seconda mano negli anni Trenta, la prima prevista nel 2032, anche se la vendita definitiva richiederà l’approvazione del presidente statunitense in carica.
Marles ha sostenuto che gli investimenti australiani nelle infrastrutture di manutenzione rendono l’accordo vantaggioso anche per Washington, consentendo ai sommergibili americani di effettuare interventi più vicino alle principali aree operative.
Durante la visita negli Stati Uniti, Marles ha inoltre incontrato a San Francisco diverse aziende tecnologiche di primo piano per discutere investimenti nell’intelligenza artificiale e nei data centre australiani.
Il governo federale ritiene questi investimenti una priorità economica e di sicurezza nazionale, ma il ministro ha sottolineato che i nuovi impianti dovranno disporre di infrastrutture energetiche adeguate e ottenere il consenso delle comunità locali.
L’accesso alle tecnologie di AI più avanzate, ha aggiunto, sarà sempre più importante anche per l’Australian Defence Force e per i futuri sistemi militari.