KIEV - In uno dei più feroci attacchi aerei degli ultimi anni, la Russia ha colpito zone civili in tutta l’Ucraina con un’offensiva massiccia durata ore. Il bilancio è tragico: almeno 16 morti, tra cui un bambino di 12 anni, e oltre 100 feriti. Il bombardamento, che ha visto l’impiego di circa 700 droni e decine di missili balistici e da crociera, è avvenuto proprio mentre il Paese entra nel suo quinto anno di guerra totale.
La capitale è stata il bersaglio principale dei missili balistici russi. Qui, le esplosioni hanno ucciso quattro persone e danneggiato 17 condomini, oltre a hotel, centri commerciali e uffici.
Oltre a Kiev, i raid hanno colpito duramente diverse regioni. Nella città portuale di Odessa si sono registrati 9 morti e 23 feriti, mentre nella regione di Dnipropetrovsk l’attacco ha causato la morte di tre donne e il ferimento di circa tre dozzine di persone. A Zaporizhzhia, invece, è stata confermata una vittima.
L’Aeronautica ucraina è riuscita a neutralizzare 667 dei 703 obiettivi (tra cui 636 droni Shahed), ma i 36 ordigni filtrati attraverso le difese hanno colpito 26 diverse località, lasciando una scia di distruzione.
Il presidente Volodymyr Zelensky, appena rientrato da un tour diplomatico in Germania, Norvegia e Italia, ha usato toni durissimi: “Questa notte dimostra che la Russia non merita alcun allentamento delle sanzioni. Non può esserci normalizzazione con chi sceglie la guerra”.
Il leader ucraino ha poi sollevato una questione critica: la mancata consegna delle armi promesse. Ha incaricato il comandante delle Forze Aeree di contattare i partner che si erano impegnati a fornire sistemi Patriot e altri missili, denunciando che molti impegni politici assunti nel formato Ramstein non sono ancora stati tradotti in realtà operativa.
L’Ucraina si trova ad affrontare una duplice morsa: da un lato lo stallo finanziario causato dal prestito Ue da 90 miliardi di euro, vitale per l’economia di guerra, che resta bloccato dal veto dell’Ungheria; dall’altro la mancanza di difese, con Kiev che teme che la guerra in corso in Iran stia drenando le riserve di sistemi di difesa statunitensi.
Inoltre, il governo ucraino si è opposto con forza a una deroga temporanea degli Stati Uniti sulle sanzioni al petrolio russo, sostenendo che tali entrate stiano finanziando direttamente i massacri dei civili ucraini.
Mentre l’Onu conferma che oltre 15.000 civili sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha ribadito su X: “Questi sono crimini di guerra. Gli autori devono renderne conto”. Anche in Russia sono stati segnalati attacchi: nel porto di Tuapse, le autorità locali hanno riferito la morte di una quattordicenne e di una donna a causa di droni ucraini, confermando come la spirale di violenza continui a espandersi su entrambi i fronti.