FOGGIA - Una telecamera di sorveglianza mostra un uomo in bicicletta con il capo coperto da un cappuccio che passa da piazzale San Giuseppe Artigiano e si dirige verso via Caracciolo, 40 secondi prima dell’omicidio del personal trainer Dino Carta.
Il quarantaduenne è stato ucciso con quattro colpi di pistola di piccolo calibro che lo hanno raggiunto alle spalle lunedì sera a Foggia.
“È un elemento su cui si stanno addensando i sospetti, ma siamo nella fase iniziale. Potrebbe essere un’ipotesi qualificata ma ha bisogno dei tempi tecnici di verifica. È un lavoro complesso, che bisognerà valutare tecnicamente”, ha dichiarato il procuratore di Foggia, Enrico Infante.
I militari stanno acquisendo le immagini delle diverse telecamere di sorveglianza presenti nell’intero perimetro del luogo del delitto per ricostruire ogni movimento del sospetto e di quanti hanno attraversato quella zona al momento dell’omicidio.
Non è ancora chiaro se tra la vittima e chi ha sparato ci sia stato un litigio o se l’assassino abbia sorpreso Carta all’improvviso mentre passeggiava con il suo cane. Sull’identità dell’uomo in bicicletta gli investigatori mantengono uno stretto riserbo.
La vittima, padre di due figlie, era un uomo benvoluto da tutti, ministrante nella sua parrocchia e dedito al volontariato. L’avvocato della famiglia, Michele Vaira, invita alla prudenza anche riguardo a un audio registrato da una telecamera di sorveglianza di un condominio distante circa trenta metri dal luogo del delitto e diffuso da ‘Ore 14’ di Rai2, in cui si sentono quattro spari registrati alle 21.58, orario compatibile con l’omicidio.
Prima degli colpi si sentono frammenti di dialoghi, poi una voce maschile che dice: “Ma che fai? Mi spari?”, quindi il rumore dei quattro colpi in sequenza. Subito dopo, un’altra voce maschile aggiunge: “Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro”.
Il procuratore Infante ha invitato alla cautela: “C’è necessità di una perizia fonica, che permetta di comparare le voci ad un audio della vittima. Sono accertamenti che richiedono tempi e modalità che non sono quelli dell’opinione pubblica e dei mezzi di informazione. L’impegno è massimo e stiamo lavorando per fornire risposte”.