GINEVRA - Una giovane coppia di Borgomanero (Novara) è stata arrestata in Svizzera con l’accusa di aver provocato la morte del proprio figlio di sette mesi. I due, lui di 28 anni e lei di 27, si erano trasferiti oltre confine per sottrarsi alle indagini della magistratura minorile.
Il Tribunale del Riesame ha confermato l’ordine di custodia cautelare, emesso da un gip di Novara, e la coppia dovrebbe presto essere estradata in Italia.
Il decesso del bambino risale al 14 novembre 2024. Gli accertamenti medico-legali hanno concluso che nelle ore e nei giorni precedenti il piccolo fu sottoposto a “reiterati traumi contusivi al capo e a una significativa compressione toracico-vertebrale”. Lesioni riconducibili a “condotte violente di terzi”, mentre sono state escluse cause accidentali o naturali.
Per questo, ai genitori è stata contestata l’accusa di maltrattamenti seguiti da morte.
Il piccolo era già stato ricoverato una prima volta nell’aprile del 2024: presentava ecchimosi diffuse e una frattura scomposta alla clavicola sinistra e trascorse venti giorni in ospedale.
Dopo quei fatti, la Procura per i minorenni di Torino aveva avviato un controllo sulla famiglia e il bambino era stato allontanato insieme alla sorellina di quattro anni e portato in una struttura protetta. Tuttavia, la sezione minorile della Corte d’appello annullò il provvedimento e restituì i figli alla coppia. Un mese dopo, il neonato era deceduto.
Dopo la tragedia, la Procura ha riavviato l’iter per allontanare la bambina, ma non è riuscita a eseguirlo, perché nel luglio del 2025 i genitori hanno lasciato Borgomanero portandosi dietro la piccola. La famiglia è stata rintracciata in Svizzera, grazie alla collaborazione di Interpol e delle autorità elvetiche.
Inoltre, nel corso delle indagini sono state effettuate intercettazioni telefoniche, dalle quali è emerso che i due avrebbero tentato di convincere i familiari a rendere dichiarazioni compiacenti per allontanare i sospetti.