LIMA - Lo scrutinio dei voti in Perù avanza con maggiore lentezza rispetto alle due precedenti tornate elettorali e, al momento, non esiste una scadenza precisa per la pubblicazione dei risultati ufficiali.  

Il quadro politico resta estremamente incerto, soprattutto per quanto riguarda la definizione del candidato che accompagnerà Keiko Fujimori al secondo turno. 

La competizione per il secondo posto si è trasformata in un vero e proprio testa a testa tra Roberto Sánchez, candidato di sinistra, e Rafael López Aliaga, esponente ultraconservatore di Renovación Popular. Quest’ultimo ha guadagnato terreno nelle ultime ore, riducendo ancora di più il distacco, già scarso, che inizialmente lo separava dal rivale. 

Con oltre il 93% dei voti scrutinati, Sánchez si attesta intorno all’11,97%, mantenendo un vantaggio minimo su López Aliaga, fermo poco sotto, con una differenza ormai inferiore ai 10.000 voti. Solo poche ore prima, la distanza tra i due era di circa 30.000 preferenze, segno di un recupero rapido e costante da parte del candidato conservatore. 

La rimonta di López Aliaga è stata favorita in gran parte dal conteggio dei voti provenienti dall’estero, dove il candidato ha ottenuto un forte consenso.  

Con circa il 68% delle schede estere già elaborate, López Aliaga ha accumulato un vantaggio di circa 50.000 voti su Sánchez, un margine destinato probabilmente ad aumentare con il proseguire dello scrutinio, anche grazie alle circa 800 atti ancora da processare fuori dal Paese. 

D’altro canto, Sánchez continua a difendere la propria posizione grazie ai risultati provenienti dalle aree rurali e dalle regioni interne del Paese, dove il suo sostegno risulta più consistente e contribuisce a bilanciare l’avanzata dell’avversario. 

Proprio la distribuzione geografica dei voti ancora da scrutinare rappresenta uno degli elementi chiave per capire come potrebbe evolversi la situazione.  

Secondo i dati dell’Uffico nazionale delle procedure eletorali (Onpe), con lo scrutinio al 92,96% restano circa 1.400 atti ancora da revisionare e altri 5.100 con osservazioni o impugnazioni, che dovranno essere esaminati dai Giuria elettorale speciale. 

Non emerge, tuttavia, una tendenza definitiva. Circa 1.500 atti provengono dall’area metropolitana di Lima e Callao, dove López Aliaga ha ottenuto un sostegno nettamente superiore rispetto a Sánchez. Questo potrebbe favorire ulteriormente il candidato conservatore. 

Allo stesso tempo, Sánchez guarda con attenzione alle circa 4.200 atti distribuiti nel resto del Paese, territori più favorevoli al suo elettorato. Si tratta di un numero maggiore di schede, ma più disperso geograficamente, il che rende più complessa qualsiasi previsione. 

L’estrema vicinanza tra i due candidati lascia quindi aperti tutti gli scenari. Il restante 5% delle schede, molte delle quali contestate, potrebbe risultare decisivo e modificare l’esito finale.  

Fino alla risoluzione delle impugnazioni e alla conclusione dello scrutinio da parte della Onpe, il risultato resterà incerto.