BEIRUT - L’esercito israeliano ha ricevuto l’ordine ufficiale di eliminare qualsiasi combattente di Hezbollah individuato nell’area del Libano meridionale compresa tra il confine e il fiume Litani, circa 30 chilometri più a nord. Il tenente generale Eyal Zamir, Capo di Stato Maggiore dell’esercito, durante una visita alle truppe schierate in territorio libanese, ha dichiarato: “Ho dato l’ordine di trasformare l’area fino al Litani in una zona di fuoco letale per qualsiasi terrorista di Hezbollah”. 

In linea con questa direttiva, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intensificato le operazioni di terra, concentrandosi in particolare su Bint Jbeil, considerata un bastione strategico del gruppo sciita. Le unità d’élite Egoz e Magellan, sotto il comando della 98ª Divisione, hanno condotto incursioni mirate contro le infrastrutture del gruppo armato. 

Nel quartiere di Kasbet Einta, gli effettivi della Egoz hanno fatto irruzione in una zona utilizzata dai miliziani, confiscando un vasto arsenale che comprendeva lanciagranate RPG, fucili Kalashnikov, missili antiaerei e dispositivi di osservazione. Parallelamente, l’unità Magellan ha riferito di aver abbattuto diversi combattenti che preparavano attacchi contro le truppe. Il comando israeliano ha inoltre annunciato di aver distrutto circa 70 infrastrutture collegate a Hezbollah in appena un minuto, nel quadro di uno sforzo sistematico per smantellarne la rete operativa. 

Nelle ultime ore, anche la Brigata 769 (91ª Divisione) ha proseguito le operazioni terrestri localizzate. Grazie al supporto dell’intelligence e dei droni, è stato neutralizzato un tentativo di attacco da parte di cellule armate, mentre è stato individuato e distrutto un deposito sotterraneo contenente razzi anticarro, mortai e armi d’assalto. 

Il Ministero della Sanità libanese ha riferito che almeno undici persone, tra cui donne e bambini, sono rimaste uccise negli attacchi israeliani nel sud del Paese. L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese ha segnalato un bombardamento sulla cittadina di Qasmiyeh che ha causato 15 feriti, oltre alla morte di un motociclista in un attacco separato. 

Di particolare rilevanza strategica è stato il nuovo raid contro il ponte Qasmiyeh sul fiume Litani, che è stato completamente distrutto, interrompendo così una via di comunicazione fondamentale. 

La situazione umanitaria è aggravata dai ripetuti attacchi che hanno colpito direttamente il personale sanitario. Le autorità di emergenza di Nabatieh hanno diffuso immagini che documentano l’impatto di un raid contro una squadra di soccorso impegnata ad assistere alcuni compagni feriti in precedenza. L’incidente ha causato la morte di almeno un paramedico e il ferimento di diversi altri membri del team. 

Un secondo drammatico episodio si è verificato a Mayfadoun, dove un quadruplo bombardamento ha colpito tre diverse squadre di soccorso che erano accorse in successione per soccorrere le vittime dei primi impatti. In questo caso, il bilancio è di almeno tre paramedici uccisi e sei feriti. Questi attacchi contro il personale di emergenza, colpito mentre svolgeva compiti di assistenza umanitaria, stanno sollevando profonde preoccupazioni per la sicurezza degli operatori sanitari che agiscono in zone di conflitto così instabile.