MELBOURNE – Il Victoria entra ufficialmente nella fase elettorale a meno di un mese dal voto del 28 novembre, mentre oggi il governatore Margaret Gardner firmerà i writs che dispongono lo scioglimento del 60esimo Parlamento statale e l’avvio formale delle elezioni.

La giornata coinciderà con la Melbourne Cup, ma sul fronte politico segnerà soprattutto l’inizio delle procedure previste per il rinnovo delle due Camere.

I decreti elettorali (writs) saranno consegnati al commissario elettorale e fisseranno formalmente la data del voto, oltre al termine per la chiusura delle liste elettorali.

Gli elettori del Victoria avranno tempo fino alle 20 di martedì per verificare la propria iscrizione o completarla.

Una volta firmati e pubblicati i writs, i candidati potranno presentare ufficialmente la propria nomina e avranno tempo fino a mezzogiorno del 9 novembre.

Dalle 18 di oggi il governo entrerà inoltre nella cosiddetta modalità caretaker, durante la quale continuerà ad amministrare lo Stato ma eviterà di assumere decisioni politiche di particolare rilievo fino alla formazione del nuovo esecutivo.

Dopo la proclamazione dei risultati, i decreti elettorali saranno restituiti al governatore con i nomi dei candidati eletti nelle due Camere del Parlamento.

La campagna, tuttavia, è già iniziata da settimane e si presenta come una delle più rilevanti degli ultimi anni.

Secondo alcuni sondaggi, One Nation ha raggiunto livelli di consenso vicini a quelli del Partito laburista e potrebbe conquistare più seggi.

Un rilevamento Roy Morgan pubblicato venerdì attribuisce a One Nation il 22 per cento delle preferenze primarie, appena dietro al Partito laburista al 22,5.

La Coalizione è indicata al 29,5 per cento, mentre i Verdi si attestano al 12,5, in calo di 1,5 punti.

Per il Partito laburista, che punta a un quarto mandato consecutivo dopo 12 anni al governo, il voto rappresenta un passaggio critico.

Il partito si presenta alle urne dopo una lunga permanenza al potere e con un elettorato chiamato a giudicare anche questioni e difficoltà accumulate negli anni precedenti alla pandemia e durante il periodo successivo.

Tra i temi destinati a pesare maggiormente sulle scelte degli elettori figurano costo della vita, criminalità, debito statale, sanità, abitazioni e fiducia nel governo.