ROMA - Giorgia Meloni torna in tv e indica con chiarezza uno dei passaggi politici che potrebbero segnare la prossima legislatura: l’elezione di un Presidente della Repubblica “non di centrosinistra”.  

Ospite di Nicola Porro su Rete 4, la presidente del Consiglio ha premesso che tutto “dipenderà dagli italiani”, ma ha aggiunto che, se la maggioranza dovesse vincere di nuovo le elezioni, “si potrebbe superare questo altro grande tabù”. 

La premier rivendica il percorso compiuto dalla destra, arrivata a Palazzo Chigi e alla guida di un governo che definisce ormai tra i più longevi della storia repubblicana. Chi non è di sinistra, sostiene, “non è figlio di un dio minore, ha gli stessi diritti” e può quindi puntare anche al Colle. Per Meloni si tratterebbe dell’affermazione di “una cosa banalissima”, ovvero la possibilità che anche la destra esprima “ottimamente” il capo dello Stato. 

Il tema si intreccia con la riforma della legge elettorale, che la premier respinge l’idea di considerare uno strumento costruito per favorire la maggioranza. La riforma, dice, “non favorisce nessuno, favorisce gli italiani”.  

Secondo Meloni, chi prova a scrivere una legge elettorale solo per apparecchiarsi la vittoria “perde automaticamente”. A osteggiarla, aggiunge, sarebbero “quelli che non hanno mai vinto le elezioni” e che vorrebbero continuare ad andare al governo con i “giochi di palazzo”. 

Nell’intervista c’è stato spazio anche per i dossier internazionali. Meloni ha escluso tensioni personali con Emmanuel Macron, parlando di un rapporto “franco” e sostenendo che i due non abbiano mai litigato. 

 Sui rapporti con gli Stati Uniti, dopo le polemiche sulle basi italiane e sulle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, ha rivendicato una linea di continuità: “Non ero inginocchiata ieri, non sono antiamericana oggi”.  

Sul fronte interno, Meloni è tornata anche su Roberto Vannacci. Ha detto di non vedere “differenze con le altre opposizioni” e ha ricondotto il tema della “remigrazione” ai rimpatri volontari assistiti. Rispetto a Futuro nazionale, la premier ha lasciato intendere una chiusura: “Difficilmente tu puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere”.