MILANO - Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, è indagata dalla Procura di Milano in un’inchiesta su presunte false fatture legate al programma televisivo “Dalla parte degli animali”, da lei condotto.
L’indagine riguarda fatturazioni ritenute false, emesse tra il 2020 e il 2026, per circa un milione e mezzo di euro, e un meccanismo di sponsorizzazione dell’Enci, l’Ente nazionale cinofilia italiana.
Il fascicolo, coordinato dall’aggiunto Paolo Ielo e affidato ai pm Giancarla Serafini e Antonio Pansa, ipotizza complessivamente sei reati, tra i quali ci sarebbe anche un’ipotesi di concorso in evasione Iva.
Secondo la ricostruzione della Procura, tra il 2020 e il 2023, alla deputata sarebbero stati trasferiti oltre 900mila euro, cifra di poco inferiore al totale versato nello stesso periodo dall’Enci a tre società di produzione del programma televisivo per le sponsorizzazioni.
Negli atti, gli inquirenti sostengono che le società di produzione avrebbero trasferito alla parlamentare “sostanzialmente l’intero flusso economico percepito” dall’ente.
Nel periodo considerato, il “quantum fatturato” dalle tre società all’Enci, pari a 976mila euro, viene definito “sostanzialmente sovrapponibile” a quello fatturato da Brambilla alle stesse società, pari a poco più di 937mila euro.
Per la Procura, questa dinamica sarebbe incompatibile con l’effettiva esistenza delle attività economiche indicate nelle fatture, perché le società non avrebbero trattenuto somme per l’attività di realizzazione del programma, e i soldi sarebbero finiti invece nei conti della parlamentare.
L’inchiesta è emersa dopo le perquisizioni e le acquisizioni eseguite dalla Guardia di finanza e dalla polizia, finalizzate a cercare riscontri alla ricostruzione degli inquirenti, e da un esposto che ha preso spunto anche da un’inchiesta giornalistica di “Report”.
Le perquisizioni hanno riguardato le sedi dell’Enci e gli uffici di alcune società impegnate nella realizzazione e messa in onda di programmi televisivi, quasi tutte con sede a Milano.
Brambilla non è stata perquisita in quanto parlamentare, e nel decreto di sequestro di materiale informatico e documentale viene precisato che, nella copia forense dei dispositivi acquisiti, saranno esclusi messaggi e e-mail in cui compare il suo nome.
Tra gli indagati figura anche il presidente dell’Enci, Espedito Massimo Muto.
“Le fatturazioni sono per prestazioni esistenti, come conduttrice della trasmissione. E i suoi redditi sono pubblici in quanto parlamentare”, afferma l’avvocato Mario Zanchetti, legale di Brambilla.
Il difensore sottolinea inoltre che l’Enci “è uno sponsor della trasmissione con regolari contratti stipulati con le società di produzione” e non con la parlamentare.