ROMA - Il governo italiano proroga di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, mantenendo di fatto la sospensione temporanea della libera circolazione prevista dall’area Schengen.

La decisione è stata presa questa mattina dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha informato della misura la Commissione europea e gli omologhi ministri dell’Unione europea con una nota.

A motivare la proroga, spiega il Viminale, sono gli esiti delle verifiche svolte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata: “Permangono infatti elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche”.

Si tratta della seconda proroga consecutiva: il governo aveva già esteso i controlli per altri 15 giorni lo scorso 31 agosto. La decisione italiana era arrivata dopo l’ingresso, il primo agosto, di decine di migliaia di migranti dal Marocco nell’enclave spagnola di Ceuta, episodio che aveva portato Roma a reintrodurre i controlli alle frontiere con la Spagna. La misura ha avuto conseguenze anche nei rapporti tra i due Paesi, con Madrid che ha adottato a sua volta controlli nei confronti dell’Italia.

Sul provvedimento si è aperto uno scontro politico. L’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo ha criticato la scelta del governo, sostenendo che di fronte alla crisi di Ceuta sarebbe dovuta arrivare una risposta di solidarietà da parte dell’Unione europea e non la reintroduzione dei controlli interni: “Si sono così alzati muri dentro l’Europa”, ha affermato, definendo la decisione contraria allo spirito di Schengen.

Di segno opposto la posizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha rivendicato la necessità di garantire la sicurezza dei confini italiani e impedire il passaggio di eventuali terroristi. La sospensione temporanea dei normali meccanismi Schengen, ha sottolineato Tajani, non equivale a una rinuncia all’accordo, ma rappresenta uno strumento da utilizzare quando è necessario rendere più rigorosi i controlli alle frontiere. Con la nuova proroga, dunque, Roma mantiene per altre due settimane una misura eccezionale che incide sulla libera circolazione tra Italia e Spagna, in attesa di verificare se le condizioni di rischio individuate dal Viminale persisteranno anche al termine del nuovo periodo.