BRUXELLES - Sulle rotte migratorie verso l’Europa “i progressi sono significativi”, ma restano aree critiche che richiedono “attenzione costante e cooperazione rafforzata”.

È questo il bilancio tracciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella consueta lettera inviata ai leader comunitari alla vigilia del Consiglio europeo per fare il punto della situazione lungo i principali corridoi migratori. 

Secondo i dati aggiornati forniti da Bruxelles, gli arrivi irregolari registrano una netta contrazione su quasi tutti i fronti: si rileva un -52% nel Mediterraneo centrale, un -71% sulla rotta atlantica e un -97% alle frontiere terrestri orientali. In calo anche le partenze attraverso la Manica (-40%), mentre la rotta del Mediterraneo occidentale si mantiene stabile, mostrando un lieve aumento dell’8%. 

Un capitolo centrale della missiva è dedicato alla Libia, che “resta il principale Paese di partenza verso l’Italia”. Nonostante gli sbarchi da quest’area siano diminuiti nella prima parte del 2026, la presidente ribadisce che “l’impegno europeo con Tripoli resta indispensabile”.

Bruxelles ha confermato il proseguimento del sostegno finanziario e operativo per la gestione delle frontiere, le attività di ricerca e soccorso, il contrasto ai trafficanti e la tutela dei diritti dei migranti, promuovendo parallelamente i rimpatri volontari in collaborazione con le autorità locali e l’Oim (Organizzazione mondiale delle migrazioni). 

Von der Leyen ha inoltre richiamato l’attenzione sul recente incremento dei flussi dalla Libia orientale verso le coste della Grecia. Per rispondere a questa dinamica è operativa l’iniziativa East Corridor, una cabina di regia che riunisce l’Ue, le organizzazioni internazionali e i Paesi compresi tra il Sud Asia e l’Europa, con l’obiettivo di affrontare in modo coordinato le sfide lungo l’intera tratta nei prossimi 12 mesi. 

Ampio spazio è stato riservato alla Tunisia, dove la presidente ha rivendicato l’efficacia del memorandum d’intesa siglato nel 2023. Da allora ad oggi, infatti, gli arrivi irregolari dalla Tunisia verso l’Italia sono diminuiti del 97%. 

“Il nostro sostegno rimane multiforme e si concentra su diversi aspetti, tra cui la gestione delle frontiere, il traffico di migranti, la protezione, la migrazione legale, i rimpatri volontari assistiti e il reinserimento sostenibile. La prossima consegna di tre ulteriori navi di ricerca e soccorso alla Guardia Costiera tunisina rafforzerà ulteriormente le capacità operative”, ha spiegato von der Leyen, precisando che Bruxelles segue da vicino il delicato scenario dei diritti sul campo.

“Monitoriamo attentamente la situazione relativa alle esigenze di protezione e gli sforzi per trovare una soluzione per la registrazione dei nuovi richiedenti asilo, nonché l’azione delle organizzazioni internazionali. Lo sviluppo di un sistema nazionale di protezione è una priorità importante”, ha continuato la presidente della Commissione europea.  

Proprio sul fronte dei ritorni assistiti dal Nord Africa verso i Paesi di origine, i programmi finanziati dall’Ue hanno registrato una forte accelerazione. Nel dettaglio, l’Oim ha facilitato il rimpatrio volontario di 8.853 migranti dalla sola Tunisia nel 2025 e di oltre 2.000 dall’inizio del 2026. Estendendo il dato a tutti i Paesi nordafricani, i rimpatri assistiti totali hanno superato quota 35.800 nel 2025 e i 12.000 nell’anno in corso. 

La lettera delinea infine lo stato dei rapporti con gli altri partner magrebini. Con il Marocco la cooperazione si sviluppa su più binari (dal pattugliamento dei confini alle vie legali di ingresso, fino al programma Talent Partnership) e sarà presto consolidata dalla firma, entro la fine dell’anno, di un nuovo programma di sostegno al bilancio per la migrazione. Con l’Algeria si punta invece a intensificare il dialogo politico su riammissioni e contrasto alle reti di trafficanti, un tema che sarà al centro di un imminente incontro informale. 

In conclusione, von der Leyen ha ribadito che la strategia di Bruxelles continuerà a poggiare su “partenariati stretti e reciprocamente vantaggiosi”. Se da un lato il calo degli sbarchi dimostra “l’efficacia dell’approccio comune”, dall’altro la presidente avverte che la pressione migratoria resta strutturalmente volatile, imponendo “coordinamento, investimenti e cooperazione costante con i Paesi lungo tutte le rotte”.