TORINO - Dieci anni di carcere per Carla Stagno, la cinquantaseienne nota come la “Santona di Moncalieri”, accusata di avere approfittato delle fragilità di centinaia di persone, promettendo cure miracolose e indicazioni terapeutiche prive di efficacia.
La richiesta è stata formulata dalla sostituta procuratrice di Torino Barbara Badellino, nel nuovo processo a carico della donna, dopo l’annullamento della precedente sentenza definitiva. Nel 2024 Stagno era stata condannata e aveva iniziato a scontare una pena di nove anni di reclusione, ma la decisione era stata annullata dopo che la donna aveva sostenuto di non essere stata informata del processo.
Lo stesso percorso è stato seguito dal presunto complice Gabriele Limongi, inizialmente condannato a due anni e due mesi. Per lui, nel nuovo giudizio, la Procura ha chiesto un anno e otto mesi di carcere.
Le accuse contestate, a vario titolo, sono associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata e morte come conseguenza di altro delitto. Le pene richieste tengono conto della riduzione di un terzo prevista per il rito abbreviato.
Secondo l’accusa, Stagno era a capo di un gruppo chiamato “Unisono” e si presentava come una figura capace di offrire risposte e soluzioni a persone malate o in difficoltà. Avrebbe sostenuto di essere la reincarnazione di Marie Curie e di agire per conto di un’intelligenza artificiale.
Molti adepti, secondo la ricostruzione della Procura, si sarebbero affidati completamente a lei, e una persona, dopo avere interrotto le cure per un tumore, è morta. I suoi familiari sono parte civile nel processo, insieme ad altri ex adepti, assistiti dagli avvocati Michelangelo Bruno e Giorgio Giacardi.
Secondo gli investigatori, Stagno avrebbe ottenuto denaro per le proprie prestazioni, generando un giro d’affari documentato di circa 100.000 euro, ma la cifra potrebbe essere più alta perché non sarebbero state quantificate le somme versate in contanti.
Le persone che si rivolgevano a lei avrebbero avuto anche una chat personalizzata attraverso la quale comunicavano quotidianamente con la donna. In quei messaggi, secondo l’accusa, inviavano parametri come pressione e frequenza cardiaca, ricevendo indicazioni terapeutiche arbitrarie, comprese prescrizioni di farmaci e dosaggi.
A Moncalieri, Stagno aveva a disposizione una villa con piscina, dove alcuni adepti sarebbero andati anche a vivere.
Durante la requisitoria, la pm Badellino ha descritto una condotta segnata da “cattiveria ed enorme crudeltà”, sostenendo che la donna “non voleva solo appropriarsi dei patrimoni degli adepti. Il suo obiettivo era manipolare quante più persone possibile”.
Per la Procura, il contesto di fragilità delle vittime è centrale. “Qui si parla di salute: chi vive un brutto momento può essere disposto a tutto pur di tornare padrone della propria vita”, ha affermato Badellino.
Le parti civili hanno chiesto una condanna anche per quella che hanno definito “totale mancanza di pietas” nei confronti delle persone coinvolte.
La difesa, affidata all’avvocato Daniel Giudice, ha chiesto l’assoluzione per alcune contestazioni, ma non per l’esercizio abusivo della professione medica. Secondo il legale, Stagno sarebbe “una persona fuori dal mondo”, convinta delle proprie affermazioni.
“È chiaro che non sia un medico, ma ha creduto davvero a ciò che diceva e continua a farlo”, ha sostenuto.
Né Stagno né Limongi erano presenti in tribunale. Secondo quanto emerso, si sarebbero trasferiti in provincia di Roma dopo l’avvio dell’inchiesta.