BRUXELLES - Alla vigilia della ministeriale Difesa della Nato, il Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, ha tracciato un bilancio durissimo sull’andamento della guerra in Ucraina, mettendo in evidenza l’enorme prezzo di vite umane che Mosca sta pagando sul campo di battaglia e confrontandolo con i più grandi traumi militari della storia recente.
“Se si guarda alla situazione sul campo di battaglia - ha detto Rutte rispondendo a un giornalista ucraino - è cambiata un po’, nel senso che la Russia al momento non sembra fare progressi sul campo di battaglia e l’Ucraina sta andando bene. Non è che stia riprendendo grandi pezzi di terra, ma, almeno, la linea del fronte è più stabile e le avanzate dei russi vengono fermate, molto più di due o tre mesi fa. È importante”.
A determinare questa stabilizzazione è il logoramento impresso dalle forze di Kiev.
“Vediamo che in Ucraina siete in grado di uccidere o ferire gravemente tra i trenta e i trentacinquemila russi al mese. Che sono numeri davvero impressionanti, ovviamente terribili per le famiglie: ma l’Ucraina non li ha chiesti. Hanno il diritto di difendersi. Questo è quanto accade in guerra, e voi avete un enorme successo nel farlo”, ha sottolineato il Segretario generale.
Numeri che, secondo Rutte, stanno mettendo in crisi l’apparato militare del Cremlino: “Questo significa che la Russia ha sempre più problemi a colmare tutte le lacune nelle sue forze armate necessarie per mantenere la lotta in Ucraina. E i numeri, quando li si confronta, sono davvero sbalorditivi, perché trenta o trentacinquemila, in tre settimane, sono quello che i russi hanno perso in Afghanistan negli anni ‘80 in dieci anni. Ora li perdono in tre settimane”.
Il paragone storico si fa ancora più pesante se accostato alle perdite statunitensi nel Sud-est asiatico: “In cinque settimane perdono quello che gli Usa hanno avuto in termini di perdite in Vietnam in quindici anni. In cinque settimane, la Russia sta perdendo quel numero di uomini combattendo contro l’Ucraina. Comunque, tutti noi vogliamo che questa guerra finisca e che si arrivi a un accordo di pace”.
Per sbloccare lo stallo diplomatico, tuttavia, Rutte ricorda che è necessaria la collaborazione delle due parti: se da un lato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “è disposto a negoziare, a sedersi a un tavolo”, dall’altro “il presidente russo, Vladimir Putin, finora non lo è”.
In questo scenario, Rutte ha espresso parole di apprezzamento per la strategia di Washington: “E qui il presidente statunitense Donald Trump, credo, sta giocando un ruolo molto positivo, ormai da un anno e mezzo, nel tentativo di portare a termine questa guerra. Lui vuole che finisca, e io lo sostengo pienamente”.
Durante la conferenza stampa, l’attenzione si è spostata anche sull’asse geopolitico che sostiene lo sforzo bellico di Mosca. Sollecitato dalle recenti dichiarazioni pubbliche dell’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas (che ha denunciato presunti addestramenti di militari russi in territorio cinese) Rutte ha confermato la massima allerta dell’Alleanza
“Cerchiamo costantemente di seguire con precisione quello che fa la Cina”, ha affermato Rutte, “naturalmente, sappiamo già che la Russia non è sola: riceve un supporto vitale dalla Corea del Nord, dalla Cina, dall’Iran, che questi quattro Paesi collaborano strettamente e che ci sono accordi reciproci, forse non sempre formalizzati legalmente sulla carta, ma che stabiliscono chi fa cosa per l’altro e cosa si ottiene in cambio”.
Il leader della Nato ha quindi dettagliato i termini di questo scambio asimmetrico: “Ad esempio, la Corea del Nord riceve dai russi tecnologia missilistica balistica, in cambio di supporto allo sforzo bellico della Russia, in questa folle guerra di aggressione contro l’Ucraina. Per quanto riguarda la Cina, sappiamo dell’elusione delle sanzioni, dei beni a duplice uso, eccetera”.
Il capo dell’Alleanza ha concluso con un messaggio di ferma vigilanza: “Non siamo ingenui. Seguiamo tutto con precisione. Non posso dirvi di più in questo momento, o almeno in questa conferenza stampa pubblica, ma potete stare certi che seguiamo ogni” sviluppo al riguardo.