ROMA - È morta a 72 anni Anna Laura Braghetti, ex militante delle Brigate Rosse coinvolta nel rapimento e nell’omicidio di Aldo Moro. A darne notizia è stata la famiglia, spiegando che Braghetti “si è spenta circondata dall’amore dei familiari e degli amici” e che i funerali si terranno in forma strettamente privata. 

Figura centrale della colonna romana delle Br, Braghetti fu condannata all’ergastolo per il sequestro di Moro - tenuto prigioniero per 55 giorni nel 1978 nell’appartamento di via Montalcini 8 a Roma, di cui lei era l’intestataria - e per altri gravi attentati terroristici. 

Partecipò, tra gli altri, all’assassinio del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Vittorio Bachelet, il 12 febbraio 1980 all’Università La Sapienza, dove fu lei a sparare per prima. L’anno precedente, il 3 maggio 1979, aveva preso parte con Francesco Piccioni a una sparatoria in piazza Nicosia, a Roma, nella quale morirono i poliziotti Antonio Mea e Piero Ollanu. Arrestata il 27 maggio 1980, venne condannata al carcere a vita. 

Durante la detenzione, Braghetti sposò in carcere Prospero Gallinari, altro storico esponente delle Brigate Rosse, dal quale si separò in seguito. Non chiese mai sconti di pena, ma dopo 22 anni di reclusione, nel 2002 ottenne la libertà condizionale, e da allora si era impegnata nel sociale, collaborando con l’Arci e con progetti europei dedicati al reinserimento lavorativo degli ex detenuti. 

Secondo l’avvocato Valter Biscotti, legale dei familiari della scorta di Moro, Braghetti fu “una figura chiave nella storia delle Brigate Rosse”, e “non era la crocerossina raccontata nel film di Bellocchio. Una protagonista attiva dell’organizzazione, presente nel covo di via Montalcini e coinvolta direttamente anche nell’omicidio Bachelet”.  

Biscotti ha ricordato inoltre che Braghetti, insieme a Gallinari, fu incaricata da Mario Moretti di trascrivere le registrazioni della voce di Moro durante la prigionia: “La sorte di quelle cassette resta uno dei misteri mai chiariti del caso Moro”, spiega. 

Negli anni successivi alla scarcerazione, Anna Laura Braghetti aveva scelto il silenzio pubblico, dedicandosi ad attività sociali e culturali.