ROMA - Nuovo attacco di Mosca al Quirinale. Durante il ricevimento per la Festa nazionale russa a Villa Abamelek, a Roma, l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, ha criticato le accuse rivolte a Mosca “da alcuni degli alti colli romani”, espressione con cui il diplomatico ha fatto riferimento alle istituzioni italiane e, in particolare, al Quirinale.
“Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale odierno, che si tratti dell’Europa dell’Est, del Medio Oriente o dell’Africa”, ha detto il diplomatico durante le celebrazioni.
Nel suo intervento, Paramonov ha sostenuto che alla Russia sarebbe estranea la logica della “fortezza assediata” e ha detto che Mosca resta aperta al dialogo e alla cooperazione anche con i Paesi occidentali, Italia compresa. Ma, ha precisato, a condizione che questi Paesi rinuncino “al proprio atteggiamento ostile” e a “qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessi” della Russia.
L’ambasciatore ha poi rivolto un avvertimento a chi, a suo dire, starebbe pensando a una nuova “campagna verso Est”, invitando queste forze a “ravvedersi”, a ricordare “le proprie responsabilità per i crimini del passato”, e a smettere di “trascinare i popoli in nuove guerre”.
Il capo missione russo ha rivendicato la linea storica di Mosca, affermando che la Russia avrebbe sempre cercato di condurre una politica “costruttiva e non conflittuale”, orientata allo sviluppo interno e alla stabilizzazione delle relazioni internazionali.
Secondo Paramonov, però, ogni volta che questa politica avrebbe avuto successo, la Russia sarebbe stata colpita da aggressioni occidentali. “Così è avvenuto nel XVII, nel XVIII, nel XIX e nel XX secolo”, ha detto.
Il diplomatico ha richiamato anche l’aggressione della Germania nazista contro l’Unione Sovietica, definendola un genocidio del “multietnico popolo sovietico” e “un crimine per il quale non esiste, né può esistere alcuna prescrizione”.