NEW YORK - SpaceX ha svelato la documentazione per la propria quotazione in Borsa, aprendo agli investitori i conti di una società che ha già cambiato l’economia dello spazio e ora punta a obiettivi ancora più estremi: colonizzare Marte e costruire centri dati in orbita per l’intelligenza artificiale.
Fondata da Elon Musk nel 2002, SpaceX è diventata la più grande impresa spaziale privata al mondo grazie al lancio di migliaia di satelliti Starlink per internet. La sua vera novità tecnologica, però, è stata l’uso sistematico di razzi riutilizzabili, che ha ridotto i costi di accesso allo spazio e costretto concorrenti come Blue Origin, di Jeff Bezos, a inseguire.
Una quotazione riuscita potrebbe valutare SpaceX fino a 1.750 miliardi di dollari, una cifra senza precedenti per un debutto sul mercato azionario. Se confermata, metterebbe Musk sulla traiettoria per diventare il primo trilionario della storia, dando sostanza a una carriera costruita proprio sul rifiuto delle logiche considerate realistiche dagli altri.
Il consiglio d’amministrazione ha garantito a Musk il controllo della società, ma gran parte della sua remunerazione è legata a traguardi enormi: creare una colonia umana permanente su Marte e realizzare centri dati spaziali con una capacità di calcolo alimentata dall’equivalente di 100 terawatt, cioè 100mila reattori nucleari da un gigawatt.
Per gli investitori, valutare SpaceX sarà difficile. Non esiste una società davvero paragonabile. Reena Aggarwal, docente di finanza alla Georgetown University, parla di un effetto alone attorno a Musk e alla sua visione non convenzionale. In assenza di un gruppo di confronto, il fascino del fondatore potrebbe pesare quasi quanto i fondamentali dell’azienda.
La corsa commerciale allo spazio è ormai uno dei grandi terreni industriali del secolo. Dove un tempo dominavano agenzie statali come NASA e Roscosmos, oggi arrivano capitali privati, reti satellitari, contratti governativi e competizione sui costi di lancio. SpaceX è al centro di questa trasformazione.
Il motore dei ricavi è Starlink, la più grande rete satellitare al mondo, con circa 10mila satelliti in orbita. Il servizio offre connessioni a banda larga a consumatori, governi e altri clienti, trasformando l’infrastruttura spaziale in un business ricorrente, non solo in una serie di missioni spettacolari.
La quotazione di SpaceX potrebbe influenzare anche altri debutti in preparazione. Società di intelligenza artificiale come OpenAI e Anthropic stanno valutando possibili sbarchi in Borsa più avanti nel 2026. Se la domanda per SpaceX sarà forte, potrebbe aumentare l’appetito degli investitori per aziende tecnologiche ad alta crescita e valutazioni molto elevate.
SpaceX prevede anche di riservare una quota rilevante delle azioni agli investitori individuali. Dopo l’avvio della presentazione agli investitori, la società dovrebbe ospitarne circa 1.500 a un evento in giugno. È una mossa coerente con il profilo pubblico di Musk: trasformare la quotazione non solo in un’operazione finanziaria, ma in un momento di partecipazione simbolica.
La società dovrebbe sbarcare al Nasdaq con la sigla “SPCX”. A coordinare l’operazione saranno Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e J.P. Morgan. Ma il vero nodo resta un altro: capire se il mercato comprerà SpaceX come azienda spaziale, come infrastruttura digitale globale o come scommessa personale sul futuro immaginato da Musk.