KATMANDU - Una catastrofica alluvione ha messo in ginocchio il Nepal e il Tibet, lasciando dietro di sé una scia di devastazione lungo il confine tra i due Paesi.

Il bilancio provvisorio aggiornato a giovedì 27 agosto registra almeno 270 morti e oltre 1.300 dispersi, in un quadro drammatico che vede impegnate le squadre di soccorso in una corsa contro il tempo. 

A chiarire la dinamica dell’evento è stata la ricostruzione dell’Usgs. L’agenzia geologica statunitense ha precisato che “ulteriori analisi delle stazioni sismiche vicine, delle onde sismiche a lungo periodo e delle immagini satellitari hanno portato alla conclusione che l’evento sismico fosse in realtà un crollo glaciale e una colata detritica, e che non si fosse verificato alcun terremoto”.

Questo cedimento e la successiva imponente frana hanno sbarrato temporaneamente il fiume Bhote Koshi. La massa d’acqua e fango accumulata ha poi travolto l’invaso artificiale, impetuosa dalla Cina verso il Nepal, radendo al suolo infrastrutture e interi villaggi e investendo con forza anche il valico cinese di Gyirong, come mostrano i drammatici filmati diffusi sui social media. 

Sul fronte dei dispersi, l’agenzia nepalese per la gestione delle emergenze conta 823 persone irreperibili, tra cui 579 turisti (393 dei quali stranieri). Le autorità cinesi segnalano invece 558 dispersi nel proprio territorio, tra i quali figurano anche due cittadini italiani.

Come riferito in una nota della Farnesina, l’Unità di Crisi è al lavoro per le opportune verifiche con le autorità locali tramite il Consolato Generale a Calcutta e il Consolato Onorario a Kathmandu, oltre che con i tour operator. Finora sono stati contattati circa 130 connazionali presenti nell’area e, su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato disposto l’invio a Katmandu di personale dell’Ambasciata di New Delhi, per rafforzare l’assistenza sul posto. 

Mentre si scava tra le macerie con il timore che il bilancio delle vittime possa aggravarsi, gli scienziati cercano di ricostruire la sequenza degli eventi legata all’accelerazione dello scioglimento dei ghiacciai nell’Hindu Kush-Himalaya.

Simon Cook, glaciologo dell’Università di Dundee, ha spiegato alla Bbc che “il cambiamento climatico potrebbe avere un impatto”, rilevando che la parte inferiore di un ghiacciaio nepalese vicino al Langtang Lirung, a circa 15 km a ovest dall’area colpita, è crollata muovendosi prima verso nord-ovest e poi a valle verso ovest: “Il permafrost tiene parzialmente insieme alcuni versanti montuosi, ma si sta riscaldando, scongelando e degradando, quindi si verificheranno più frane”.  

Mike Searle, docente di scienze della Terra ad Oxford, ha ipotizzato che il collasso glaciale sia avvenuto “ore o giorni” prima delle alluvioni: “Credo che l’enorme quantità di detriti suggerisca che prima ci sia stata una frana, poi l’acqua si è accumulata, ha arginato il fiume e infine questo è esploso in un’unica, enorme alluvione”. 

Di fronte alla tragedia, il primo ministro nepalese ha dichiarato che “l’intera nazione è rimasta scioccata e profondamente addolorata”, annunciando il coordinamento con Pechino per le operazioni di soccorso e la futura ricostruzione. Il presidente cinese Xi Jinping ha sollecitato un impegno di ricerca “a tutto campo” e promesso sistemi di allerta precoce più efficaci per prevenire rischi secondari.  

Unanime la risposta della comunità internazionale. Il premier indiano Narendra Modi ha garantito che il suo governo è “pronto a fornire al Nepal ogni possibile tipo di assistenza umanitaria”, mentre il Segretario Generale dell’Onu, António Guterres, si è detto “rattristato dalle gravi inondazioni” confermando la mobilitazione di personale e forniture a supporto delle autorità locali.  

Sul piano economico, gli Stati Uniti hanno promesso 500.000 dollari in aiuti di prima necessità per alloggi di emergenza, acqua e servizi igienico-sanitari, mentre il primo ministro britannico Andy Burnham ha offerto 5 milioni di sterline assicurando che farà “tutto il possibile” per sostenere i cittadini britannici coinvolti.