Il Brasile si è fermato ancora una volta per ascoltare un nome che non passa mai inosservato. Neymar Jr. giocherà il prossimo Mondiale. E anche se la notizia era nell’aria, la conferma ufficiale di Carlo Ancelotti ha riacceso una speranza che sembrava addormentata da troppo tempo.

Dopo mesi di dubbi, infortuni e speculazioni, il tecnico italiano ha deciso di inserire il numero 10 nella lista definitiva dei 26 convocati per la Coppa del Mondo. “Ha giocato con continuità e crediamo che sarà importante”, ha spiegato Ancelotti a Rio de Janeiro, durante la serata organizzata dalla Confederazione Brasiliana di Calcio e trasmessa in tutto il mondo.

Non è stata una decisione banale. Neymar mancava dalla Selecao da quasi due anni e mezzo. L’ultima immagine con la maglia verdeoro resta dolorosa: il 17 ottobre 2023, a Montevideo, quando subì la rottura del legamento crociato e del menisco del ginocchio sinistro nella sconfitta contro l’Uruguay.

Quella notte sembrava aver segnato la fine di un’epoca. Ma Neymar non è mai stato un giocatore normale. La sua carriera ha sempre vissuto sospesa tra magia e resistenza. Tra il fascino degli applausi e il peso delle critiche. Per questo il suo ritorno ha un significato che va oltre una semplice convocazione: rappresenta l’ultimo tentativo di un fuoriclasse straordinario di completare l’unica opera che ancora manca alla sua carriera.

A 34 anni, l’ex Santos, Barcellona e PSG si prepara a disputare il suo quarto Mondiale. Probabilmente sarà l’ultima occasione per conquistare il trofeo inseguito per tutta la vita e sfuggitogli tante volte proprio sul più bello.

La storia di Neymar ai Mondiali è segnata dal dramma. Nel 2014, in casa, portò sulle spalle il peso di un intero Paese. Debuttò contro la Croazia con una doppietta e conquistò il pubblico con il suo calcio spensierato e spettacolare. Ma nei quarti di finale arrivò il colpo più duro: una ginocchiata di Camilo Zúñiga gli provocò la frattura di una vertebra lombare, costringendolo a lasciare il torneo. Senza il suo fuoriclasse, il Brasile subì la storica umiliazione del 7-1 contro la Germania.

Quattro anni più tardi, in Russia, Neymar tornò a guidare il sogno verdeoro. Dopo aver eliminato il Messico agli ottavi, il Brasile si fermò ancora nei quarti contro il Belgio.

In Qatar 2022 sembrava arrivato il momento della rivincita. Dopo aver superato l’infortunio rimediato all’esordio contro la Serbia, Neymar tornò segnando un gol meraviglioso contro la Croazia nei tempi supplementari. Il Brasile era a pochi minuti dalla semifinale. Poi arrivò il pareggio croato e, ancora una volta, la tragedia ai rigori. Neymar non riuscì nemmeno a calciare il suo penalty.

Da allora ha convissuto con il silenzio e i dubbi. Molti immaginavano che Ancelotti avrebbe scelto un ricambio definitivo. Invece il tecnico italiano ha puntato su esperienza, talento e personalità. Pur mandando un messaggio molto chiaro.

“Non voglio stelle, voglio solo giocatori pronti ad aiutare la squadra”, ha dichiarato Ancelotti, sottolineando che nessuno avrà privilegi.

Eppure Neymar continua a essere diverso dagli altri. I suoi numeri ai Mondiali sono impressionanti: 13 partite, 8 gol e 4 assist. Ha partecipato direttamente a 12 reti ed è stato costantemente bersagliato dagli avversari, subendo 60 falli in tre edizioni. Le statistiche raccontano solo una parte della sua grandezza. L’altra si vede ogni volta che tocca il pallone e uno stadio intero trattiene il respiro.

Il Brasile arriverà al Mondiale con una generazione fortissima guidata da Vinicius Junior, Raphinha e Rodrygo, oltre a giocatori provenienti dal Brasileirao come Danilo, Alex Sandro, Léo Pereira e Lucas Paquetá. Ma anche in mezzo a tanto talento, lo sguardo torna inevitabilmente sempre su Neymar.

Perché rappresenta ancora qualcosa di più grande del calcio. Rappresenta la nostalgia del “jogo bonito”, l’ultimo grande erede dell’irriverenza brasiliana, il ragazzo che ha sempre sognato di restituire al suo Paese la gloria delle sue leggende.

Il prossimo 13 giugno, quando il Brasile debutterà contro il Marocco a New Jersey, Neymar tornerà a camminare verso il centro del campo con la maglia gialla sulle spalle.

Forse sarà la sua ultima danza. Forse sarà l’ultima volta che il Brasile consegnerà le sue speranze al numero 10.

E forse, dopo tante ferite, c’è ancora spazio per un lieto fine.