BUENOS AIRES - Peter Thiel, abituato alle battaglie della Silicon Valley e ai vertici della politica americana, probabilmente non si aspettava che una delle prime contestazioni a Buenos Aires sarebbe arrivata con barbe bianche, tuniche grigie e cappelli da mago. E invece, davanti alla sua casa del lussuoso quartiere di Barrio Parque, un gruppo di manifestanti vestiti da Gandalf gli ha lanciato un messaggio inequivocabile: "Non passerai!".
Si fanno chiamare “Los Gandalfs del Sur” e hanno trasformato la protesta contro il magnate di Palantir Technoloy in una sorta di parodia tolkeniana.
Dopo un corteo per le strade del quartiere, si sono fermati davanti alla sua abitazione, dove hanno intonato canti e letto al miliardario il suo “futuro”. Uno dei cori, giocava proprio sul nome di Palantir (ispirato infatti al Signore degli anelli) e sui poteri delle sfere magiche di Tolkien.
L’ironia, però, nasconde un messaggio politico molto serio. A scatenare la protesta è stata soprattutto la crescente presenza di Thiel in Argentina e il suo investimento da 76 milioni di dollari in Vista Energy, la compagnia petrolifera attiva a Vaca Muerta.
Il magnate ha inoltre incontrato Javier Milei e diversi esponenti politici, alimentando interrogativi sui suoi progetti nel Paese. Ma in Argentina anche il potere deve ottenere il “visto” della strada. Per capire la scena di Barrio Parque bisogna conoscere una caratteristica della cultura politica argentina: la protesta non è un’eccezione, è parte del paesaggio sociale.
Cacerolazos, cortei, assemblee, picchetti e escraches fanno parte da decenni del repertorio della mobilitazione argentina. L’escrache, in particolare, consiste nel portare la contestazione direttamente davanti alla casa o al luogo frequentato dalla persona presa di mira, rendendone pubblica la presenza e trasformando la protesta in una forma di denuncia sociale.
Nato negli anni Novanta come strumento contro l’impunità degli ex repressori della dittatura, l’escrache si è poi esteso ad altri conflitti politici e sociali.
Per questo, per quanto insolita possa sembrare una truppa di finti Gandalf davanti alla villa di un miliardario della tecnologia, la logica della protesta è profondamente argentina. Questa volta invece dei tamburi o delle pentole, ci sono le barbe del mago della saga fantasy.
Il messaggio potrebbe essere particolarmente importante per Thiel: avere buoni rapporti con il governo non significa necessariamente avere la ‘licenza sociale’ per operare senza contestazioni.
In Argentina, infatti, un investimento, un accordo con il potere politico o un incontro con il presidente non chiudono necessariamente la partita. La strada, il quartiere e l’opinione pubblica continuano a essere un altro terreno di negoziazione.
Ne è un esempio emblematico anche il caso di Monsanto a Córdoba, dove la forte opposizione degli abitanti della piccola località rurale di Malvinas Argentinas contribuì a trasformare la contestazione sociale in un ostacolo concreto all’insediamento di una fabbrica del gigante chimico.
I Gandalf del Sur lo hanno ricordato a modo loro. “La nostra terra non vuole essere un laboratorio di alchimie orchestrate da miliardari", hanno dichiarato alla stampa argentina.
Dopo aver cantato per un po’, il gruppo si è ritirato pacificamente. Ma gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di trasformare l'azione in una protesta periodica.
Il miliardario potrebbe aver trovato un posto interessante per fare affari. Ma, come ha scoperto davanti a casa sua, in Argentina fare affari con il potere non significa automaticamente avere dalla propria parte la società. E, almeno per ora, Gandalf gli ha già detto che “non passerà”.