WASHINGTON – Donald Trump tenta una nuova via per limitare la cittadinanza concessa ai bambini nati sul suolo statunitense, affidandosi ai poteri già previsti dalle leggi sull’immigrazione dopo che la Corte Suprema aveva bloccato un precedente intervento.
Il presidente ha firmato giovedì (questa mattina in Australia) due ordini esecutivi: il primo amplia le categorie che l’amministrazione ritiene escluse dall’applicazione automatica del Quattordicesimo Emendamento; il secondo mira a impedire l’ingresso nel Paese alle donne straniere intenzionate a partorire negli Stati Uniti per ottenere la cittadinanza del figlio.
“Stiamo apportando correzioni perché il sistema è molto ingiusto - ha dichiarato Trump -. Hanno costruito vere e proprie attività commerciali attorno alla cittadinanza per nascita. Comprano il proprio ingresso e non permetteremo che continui”.
La precedente iniziativa presidenziale era stata fermata dalla Corte Suprema, che aveva impedito all’esecutivo di ridurre unilateralmente la portata della garanzia costituzionale. La Casa Bianca sostiene ora che le nuove direttive non contraddicano quella decisione, poiché poggiano su competenze già attribuite al presidente e alle autorità migratorie.
Stephen Miller, vice capo di gabinetto per le politiche della Casa Bianca, ha spiegato che il primo provvedimento riguarda, tra gli altri, cittadini di Stati nemici, membri di organizzazioni terroristiche straniere e persone che agiscono per conto di governi esteri.
Non è ancora chiaro come tali categorie verranno applicate ai figli nati negli Stati Uniti né quali documenti saranno richiesti per determinare la posizione dei genitori.
Il secondo ordine prende di mira il cosiddetto turismo ostetrico. L’amministrazione intende negare il visto a chi programmi di entrare nel Paese con l’obiettivo principale di partorire e agli intermediari che organizzano il viaggio.
Miller ha richiamato la Sezione 215(a) dell’Immigration and Nationality Act, descrivendo questa pratica come una frode ai danni dello Stato. Le autorità potranno usare dinieghi consolari, controlli alle frontiere e indagini penali contro le reti organizzate.
Trump ha promesso controlli “molto più incisivi” e si è detto convinto che gli ordini resisteranno alle sfide dei ricorsi giudiziari.
Il segretario dello staff della Casa Bianca Will Scharf ha sostenuto che le misure impiegano strumenti già convalidati dai tribunali e si concentrano sulle strutture commerciali create per aggirare le regole sui visti.
La nuova offensiva apre comunque un altro confronto costituzionale. I tribunali dovranno stabilire se il presidente possa restringere attraverso la normativa migratoria un diritto che il Quattordicesimo Emendamento riconosce, in termini generali, a chi nasce negli Stati Uniti.