MILANO - Dopo Andrea Beretta, anche Marco Ferdico, un altro degli ex capi della curva dell’Inter, ha iniziato a collaborare con la giustizia nell’inchiesta sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, ucciso nell’ottobre 2022.
La scelta è arrivata dopo le dichiarazioni rese in aula il 27 maggio, quando Ferdico aveva ammesso le proprie responsabilità nel delitto: “Sono completamente colpevole”.
In quell’occasione Ferdico aveva però escluso di voler chiedere scusa alla famiglia Boiocchi. “Lo trovo ipocrita, non c’è scusa e non c’è perdono per quello che ho fatto”, aveva detto. Tre giorni dopo, il 30 maggio 2026, è stato sentito in Procura dai pm milanesi Paolo Storari e Stefano Ammendola, insieme al magistrato della Direzione nazionale antimafia Giovanni Musarò. Sono seguiti altri due interrogatori, il 9 e il 22 giugno.
Nei verbali, anticipati dal Corriere della Sera, ricostruisce la genesi dell’agguato e chiama in causa Mauro Nepi, l’unico imputato per l’omicidio Boiocchi che sarà giudicato con rito abbreviato. Secondo Ferdico, quest’ultimo sarebbe stato “impaziente” di eseguire il delitto e avrebbe chiesto più volte quando sarebbe stato il momento di agire.
Per l’ex capo ultrà, l’obiettivo sarebbe stato legato alla possibilità di ricavare utili dalla gestione della curva. Ferdico sostiene quindi di non credere che il coimputato abbia avuto un ruolo secondario nell’omicidio, visto che il suo contributo sarebbe consistito prima nel procurare una moto da usare per l’agguato - poi scartata perché ritenuta non abbastanza veloce - e successivamente nel rendersi disponibile a inviare messaggi agli esecutori quando la vittima avrebbe lasciato lo stadio per tornare a casa.
La collaborazione di Ferdico si inserisce nel quadro più ampio dell’inchiesta sugli ultrà interisti e sui rapporti interni alla curva. Nei verbali l’ex capo della Nord parla anche dei contatti con alcuni calciatori dell’Inter.
Racconta, in particolare, che per il ventesimo scudetto il difensore Federico Dimarco sarebbe stato pronto a regalare a lui, ad Antonio Bellocco e ad Andrea Beretta tre anelli con brillante.
Ferdico riferisce inoltre di un incontro con il manager di Dimarco, che si sarebbe lamentato perché il giocatore voleva un nuovo coro per sé. Secondo il racconto dell’ex ultrà, Dimarco riteneva che il coro dedicato a Hakan Calhanoglu fosse più riuscito del suo, nonostante lui fosse milanese e giocasse da anni nell’Inter.
Nel verbale Ferdico parla anche di “ottimi rapporti” con Calhanoglu, raccontando di avere progettato una vacanza con lui e di essere stato in Germania per assistere a una partita tra Olanda e Turchia, con spese di viaggio e albergo pagate dal calciatore. Le dichiarazioni sono ora al vaglio dei magistrati, nel quadro degli approfondimenti sui rapporti tra curva, affari e ambiente sportivo.