TRAPANI - Il Tribunale di Trapani ha condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi di reclusione il pesista azzurro Antonino Pizzolato, 29 anni, bronzo olimpico a Tokyo 2020 e Parigi 2024, nel processo per violenza sessuale di gruppo ai danni di una turista finlandese.
Stessa pena è stata inflitta agli altri tre imputati: Claudio Tutino, 35 anni, di Cattolica Eraclea, Davide Lupo, 31 anni, e Stefano Mongiovì, 30 anni, entrambi di Ribera.
Il pm aveva chiesto una condanna a 10 anni per tutti. Il collegio, presieduto dal giudice Franco Messina, ha inoltre disposto il risarcimento dei danni in favore della giovane, che si era costituita parte civile nel procedimento.
La vicenda risale alla notte tra il 21 e il 22 luglio 2022. La ragazza, allora ventisettenne, si trovava in vacanza in Sicilia con due amiche e, dopo una serata tra il centro storico di Trapani e alcuni locali della movida sul lungomare, aveva conosciuto il gruppo di giovani italiani. Le amiche erano poi rientrate in albergo, mentre lei aveva deciso di proseguire la serata con i quattro uomini, spostandosi in un residence.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, è all’interno della struttura che si sarebbero consumati gli abusi. La giovane si sarebbe accorta che uno degli imputati la stava filmando con il cellulare, mentre baciava un altro componente del gruppo e avrebbe chiesto la cancellazione del video. Da quel momento, secondo l’impianto accusatorio accolto dal Tribunale, sarebbero iniziati gli abusi.
In aula la donna ha raccontato di essersi addormentata sul divano e di essersi poi risvegliata in stato di shock e paura, scegliendo di non reagire per timore. Gli episodi sarebbero cessati quando ha chiesto di essere riaccompagnata nel proprio alloggio. Il giorno successivo la giovane si è rivolta ai carabinieri.
Le difese avevano puntato sul video girato con il cellulare di uno degli imputati, interpretandolo come prova della partecipazione consapevole della donna ai rapporti, tesi che non ha trovato accoglimento nella sentenza di primo grado. I legali degli imputati hanno annunciato ricorso in appello.
Per l’avvocato della parte civile Nicola Pellegrino, che assiste la vittima insieme all’avvocata Valentina Morici, la sentenza rappresenta un passaggio importante in una vicenda dolorosa e delicata. “In casi come questo non esistono vittorie piene, resta la sofferenza di chi ha subito, ma oggi lo Stato ha dato una risposta chiara”, ha detto il legale, annunciando che la difesa della parte civile attenderà il deposito delle motivazioni per ogni ulteriore valutazione.