CANBERRA – One Nation ha preso l’impegno di ridurre del 75 per cento l’accisa sul tabacco, sostenendo che il forte aumento dei prezzi delle sigarette legali abbia favorito il mercato nero e alimentato le attività della criminalità organizzata.
Al momento, secondo l’Australian Taxation Office, l’accisa aggiunge circa 1,53 dollari al costo di ogni sigaretta, oppure circa 2.500 dollari per chilogrammo di tabacco. Un ulteriore aumento è previsto a settembre.
La leader Pauline Hanson vuole riportare il prelievo su livelli simili a quelli del settembre 2015 e accusa il governo Laburista di avere contribuito indirettamente alla crescita del commercio illecito, rendendo i prodotti legali sempre meno accessibili.
Il deputato di One Nation Barnaby Joyce ha definito “economia assurda” continuare ad aumentare il prezzo delle sigarette aspettandosi contemporaneamente maggiori entrate fiscali.
“Avrete più mafia, ed è precisamente quello che sta accadendo”, ha dichiarato ospite di ABC.
Secondo Joyce, l’unico modo per ridurre l’attrattiva del mercato illegale sarebbe avvicinare il prezzo delle sigarette legali a quello dei prodotti di contrabbando. Ha però riconosciuto il rischio che prezzi più bassi possano rendere il fumo più accessibile anche ai giovani.
Il dibattito prende il via mentre il commercio illecito ha assunto dimensioni molto più ampie negli ultimi anni.
Secondo una stima dell’Australian Bureau of Statistics, nel 2025 circa l’80 per cento del tabacco consumato sarebbe stato illegale, rispetto al 12 per cento del 2017.
Nel Victoria, la crescita del mercato clandestino si è intrecciata con una lunga serie di episodi criminali. Victoria Police ha registrato più di 200 incendi dolosi collegati alle cosiddette “tobacco wars” di Melbourne negli ultimi tre anni.
Gli attacchi contro i negozi di tabacchi sono diventati anche un tema politico in vista delle elezioni statali, dove One Nation punta a conquistare più seggi.
A livello federale, il Partito laburista ha finora escluso una riduzione dell’accisa, nonostante le richieste avanzate a luglio dal premier del New South Wales Chris Minns.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha ribadito che il governo intende affrontare il problema soprattutto come questione di ordine pubblico.
Secondo Chalmers, i recenti sequestri di forniture illegali dimostrano l’utilità dei maggiori finanziamenti destinati alle forze dell’ordine.