PARIGI (Francia) – “I successi ottenuti sono motivo di enorme orgoglio”. Il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, traccia il bilancio al termine della 38ª edizione degli Europei delle discipline acquatiche, disputati all'Olympic Aquatic Centre di Parigi, con l'Italia seconda nel medagliere complessivo per ori (14 a 13 per la Gran Bretagna), ma prima per medaglie conquistate (43; poi Germania e Russia 32), così come nel nuoto (8 ori a 6 per la Gran Bretagna, 20 medaglie contro le 19 della Russia). “Dietro ogni medaglia, ogni record e ogni miglioramento dei nostri atleti c'è il talento individuale, il sacrificio quotidiano e la competenza professionale di un sistema che si conferma vincente e capace di rinnovarsi continuamente”, prosegue Barelli che sottolinea l'importanza nevralgica delle società sportive. “Le nostre 1.500 società sportive sono il vero motore del movimento. È nelle piscine di tutta Italia che si sviluppa quella filiera virtuosa che assicura al nuoto azzurro una continuità di successi di generazione in generazione. Vedere Sara Curtis e Chiara Pellacani prevalere con forza, entusiasmo e ambizione, al fianco di campioni come Nicolò Martinenghi, Thomas Ceccon, Gregorio Paltrinieri, Simona Quadarella, Benedetta Pilato, Ginevra Taddeucci e Lucrezia Ruggiero, o giovanissimi sbocciare come Filippo Pelati, Simone Conte e Raffaele Pelligra, dimostra quanto la rete federale sia viva, capace di individuare, crescere e tutelare i propri atleti, offrendo ai più giovani modelli sani d'ispirazione”.
“Il valore delle nostre società va ben oltre la dimensione agonistica: rappresentano un presidio sociale insostituibile sul territorio, garanti di salute, inclusione e aggregazione per milioni di cittadini di ogni età. Il nostro movimento conta quasi sei milioni di praticanti: di questa enorme comunità ci sentiamo responsabili”, aggiunge Barelli. Il nuoto è un veicolo di sport e salute. “Portare i propri figli in piscina significa avviarli allo sport, abituarli a vivere in salute e insegnare loro le tecniche di sicurezza - dice ancora il presidente federale -. I dati indicano circa 1.400.000 iscritti presso le Scuole Nuoto Federali: promuovere le discipline natatorie equivale a investire direttamente sulla prevenzione e sulla tutela della nostra comunità”. Le piscine però costano. “Per garantire tutto questo - sottolinea Barelli - servono impianti efficienti e accessibili. Come federazione siamo e saremo sempre al fianco delle società sportive per allungare la vita alle strutture. Negli ultimi anni abbiamo investito nei centri federali, valorizzando piscine prevalentemente in disuso per aumentare spazi d'acqua, e abbiamo mantenuto un dialogo costante con le istituzioni, gli enti locali e il governo per ottenere ristori e sostegni concreti. Le conseguenze del Covid e il rincaro energetico hanno messo a dura prova i gestori di impianti. Dal 2022 sono stati stanziati 180 milioni per cui ringrazio il governo. Gli sport acquatici non devono essere considerati un costo, ma un investimento primario sul futuro del Paese”. “Ora abbiamo due anni ancora più difficili da affrontare che ci accompagneranno, attraverso i Mondiali di Budapest e le prove di qualificazione, ai Giochi di Los Angeles. Confido nell'impegno di tutti. A Parigi 2024 siamo stati la federazione che ha maggiormente contribuito al medagliere complessivo, dando continuità alle precedenti edizioni. L'obiettivo è confermarsi un movimento sano e prolifico” conclude Barelli.