LONDRA – Reform UK ha annunciato un piano per escludere quasi tutti i cittadini stranieri dall’accesso ai principali benefici assistenziali britannici, sostenendo che il sistema di welfare dovrebbe essere riservato ai cittadini del Regno Unito.
La proposta è stata illustrata ieri da Robert Jenrick, portavoce per l’Economia del partito e deputato per Newark, che ha promesso di mettere fine a quello che ha definito il “saccheggio straniero del welfare”.
“Il contribuente britannico sta facendo da Stato sociale per il mondo. Non è giusto”, ha dichiarato.
Secondo Jenrick, sotto un governo Reform soltanto i cittadini britannici avrebbero diritto ai benefit, con alcune eccezioni per chi abbia prestato servizio militare o maturato contributi nel sistema pensionistico.
“Lo Stato sociale esiste per la Gran Bretagna. Nessuna cittadinanza britannica, nessun diritto”, ha aggiunto.
Il piano riguarderebbe Universal Credit, Jobseeker’s Allowance, Child Benefit, assistenza gratuita all’infanzia, Housing Benefit, Pension Credit e prestazioni per la disabilità.
Jenrick sostiene che, se introdotta oggi, la riforma potrebbe far risparmiare ai contribuenti 21 miliardi di sterline l’anno entro il 2029.
Il nodo più delicato riguarda però i cittadini dell’Unione Europea con settled status, cioè con diritto permanente a vivere nel Regno Unito.
Un’esclusione generalizzata dai benefici richiederebbe infatti una revisione dell’accordo di recesso firmato con Bruxelles dopo Brexit.
Interpellato sull’ipotesi di riaprire una nuova e lunga fase negoziale con l’Unione Europea, Jenrick ha risposto che Reform ritiene l’attuale intesa insoddisfacente e che vi sono diversi punti che il partito vorrebbe rinegoziare.
Il Labour Party ha respinto la proposta, ricordando che la “grande maggioranza dei migranti” non ha comunque accesso al sistema di welfare.
Un portavoce ha inoltre fatto osservare che il piano significherebbe strappare l’accordo di recesso con l’UE e togliere prestazioni a persone che vivono, lavorano e pagano le tasse legalmente in Gran Bretagna da anni o decenni.
Anche la deputata conservatrice Helen Whately ha criticato il progetto, definendolo improvvisato.
Per il 2025-26, la spesa complessiva per il welfare in Gran Bretagna è prevista a 322 miliardi di sterline, pari al 10,6 per cento del PIL e al 23,6 per cento della spesa pubblica totale. Circa il 55 per cento delle prestazioni sociali è destinato ai pensionati.