CANBERRA – Il dibattito sull’aborto torna al centro della politica federale dopo che il deputato della Coalizione Llew O’Brien ha presentato un disegno di legge per imporre cure mediche complete ai bambini nati vivi in seguito a un’interruzione di gravidanza.

O’Brien ha sostenuto che questi casi debbano essere trattati allo stesso modo di qualsiasi altra nascita, richiamando anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.

“Se tutti gli obblighi internazionali dell’Australia dovessero scomparire e ne potesse restare soltanto uno, per me dovrebbe essere quello che protegge i diritti fondamentali dei nostri bambini”, ha dichiarato.

Il punto centrale della proposta è il riconoscimento dei bambini nati vivi dopo un aborto come persone alle quali devono essere garantiti interventi sanitari appropriati.

Secondo O’Brien, le attuali normative statali sull’interruzione di gravidanza non impongono in modo uniforme un intervento medico positivo in questi casi.

Il disegno di legge chiede inoltre che ogni bambino sopravvissuto a una procedura venga registrato come tale e che l’eventuale morte successiva sia classificata in modo specifico, così da consentire la raccolta di statistiche nazionali.

Una proposta analoga era stata presentata al Senato nel 2022 dall’attuale leader dei Nazionali Matt Canavan e dal senatore Liberale Alex Antic, ma non arrivò all’approvazione e decadde tre anni più tardi.

Un tentativo simile era stato avanzato anche nel Parlamento del Queensland nel 2024 dal deputato Robbie Katter, senza però ottenere seguito.

Il nuovo testo difficilmente proseguirà il proprio iter, dato che il Partito laburista dispone della maggioranza alla Camera.

In Australia la materia resta regolata principalmente dagli Stati e Territori, con differenze rilevanti tra le varie giurisdizioni.

Non esistono dati nazionali completi sul numero di bambini nati vivi durante procedure abortive. Secondo un’analisi dell’Australian Christian Lobby (ACL) basata su diversi archivi statali, i casi potrebbero arrivare fino a 150 l’anno, ma i criteri di registrazione variano sensibilmente.

L’ACL ha sostenuto il disegno di legge con una manifestazione davanti a Parliament House, dove sono state disposte 10mila scarpine da neonato a forma di croce.

Alla protesta hanno partecipato Canavan e Barnaby Joyce di One Nation.

“Avete la responsabilità di prendervi cura di una persona. Chiamiamola per quello che è: una persona”, ha dichiarato Joyce.