BIRMINGHAM (Inghilterra) - Ventidue medaglie. Agli Europei di atletica inglesi non si eguaglia il record di Roma 2024, l’edizione leggendaria dei 24 podi nel palcoscenico di casa, ma si conferma il primo posto nel medagliere (10-6-6) scavalcando i padroni di casa della Gran Bretagna, per quella che il presidente Fidal, Stefano Mei, definisce “la spedizione migliore di sempre”: “Sbancata Birmingham come in un thriller. La prossima Nazionale azzurra sarà ancora più forte”. “Per l'ennesima volta siamo qui a sorprenderci per quello che i ragazzi hanno saputo fare anche in questa trasferta, che rispetto a tante altre era molto più difficile, perché venivamo dall'edizione degli Europei in casa con 24 medaglie e un trionfo totale su tutti gli aspetti organizzativi. Confermarsi era estremamente difficile. Pronti via, abbiamo perduto due pezzi da 90 come Marcell Jacobs, che avrebbe vinto, come si dice in gergo, fumando la sigaretta, i suoi 100 metri, e come Mattia Furlani, che con i problemi che ha avuto nell'ultimo periodo chiaramente non ha potuto dare il suo contributo”, ha precisato Mei.

“Ciò nonostante, come in un sogno che diventa realtà, siamo arrivati all’ultima gara in pareggio con le medaglie d'oro con i britannici, ma soccombenti come medaglie d'argento. Siamo arrivati alla staffetta dei 400 maschili da dentro o fuori, noi avremmo dovuto battere la Gran Bretagna, possibilmente arrivando primi o secondi: come nei migliori film thriller abbiamo sbancato Birmingham nella loro distanza, nella loro staffetta, riuscendo a portare a casa il medagliere. Poco prima Larissa Iapichino aveva vinto per un centimetro sull'inglese, invece nella 4×400 Lorenzo Benati ha portato a casa la vittoria per 3 centesimi”, ha proseguito il numero uno della Fidal. “Parto dalla fine perché questa Nazionale non muore mai, la Nazionale che, quando abbiamo riunito, ho trovato assolutamente determinata, avvelenata quasi, perché voleva dimostrare che Roma e tutto quello che è successo in queste sei stagioni non è stato un caso, non è stato frutto della fortuna, della casualità, ma è stato un lavoro certosino, fatto prima sui campi di periferia dai tecnici e poi dalle strutture societarie, che hanno plasmato questi fantastici ragazzi”, ha detto ancora Mei.

“Infine, per quello che potevamo fare noi al centro, in Federazione, l'investimento e, come ha detto capitan Gianmarco Tamberi, l'attenzione che va oltre le risorse economiche per far sentire l'atleta al centro del progetto, a prescindere dalla sua forza. È chiaro che con Tamberi è semplice, ma portare 130 ragazzi, di cui sai già che più della metà non potrà non solo andare in finale ma anche non passare il proprio turno, è sintomatico di una volontà di riconoscere gli sforzi che tutti i giorni questi ragazzi fanno assieme ai loro tecnici personali sul territorio e alle società che, come ho detto prima, li crescono plasmandoli”, ha continuato il presidente federale. “Siamo contenti di avere la Nazionale più forte di sempre, perché questa è la Nazionale più forte di sempre, più forte di Roma, più forte di Tokyo 2021 e, vi dico una cosa, il prossimo anno, la prossima Nazionale, sarà ancora più forte di questa: è una promessa”, ha concluso Mei.