CANBERRA – I ritocchi dell’ultimo momento alla riforma delle scommesse preparano un confronto acceso in Parlamento, dove la Coalizione si trova chiamata a decidere se sostenere il compromesso negoziato con il governo Laburista.
Il ministro delle Comunicazioni Anika Wells ha annunciato ieri un pacchetto aggiornato che comprende una riduzione degli incentivi utilizzati dagli operatori per trattenere i clienti, un sistema unico che permetta agli australiani di escludere la pubblicità delle scommesse sulle piattaforme online e un tetto alle commissioni degli agenti.
Le modifiche sono state presentate poche ore prima della pubblicazione di un rapporto critico compilato dal Senato, nato dalle perplessità della Coalizione e degli indipendenti e partiti minori.
Il governo dovrebbe riuscire ad approvare il provvedimento alla Camera, dove dispone della maggioranza, ma al Senato avrà bisogno dei voti di altre forze politiche.
La Coalizione ha accusato il Partito laburista di avere indebolito alcune precedenti restrizioni sulla pubblicità durante gli eventi sportivi in diretta e di non avere affrontato in modo adeguato i danni legati agli incentivi alle scommesse.
La riunione del gruppo parlamentare di oggi sarà quindi centrata sulla posizione da assumere sul nuovo accordo.
La senatrice Liberale Anne Ruston ha detto di sperare che la Coalizione approvi la serie di misure negoziate con il governo, affermando che l’obiettivo è proteggere in particolare minori e persone con problemi di gioco dalle pratiche più aggressive degli operatori.
Più critici i partiti minori. La senatrice dei Verdi Sarah Hanson-Young continua a chiedere un divieto completo della pubblicità online delle scommesse e la creazione di un’autorità nazionale dedicata.
Anche il senatore indipendente David Pocock ha accusato il governo di non avere reciso il legame tra sport e industria del gioco, sostenendo che i minori restano esposti a un sistema che normalizza le scommesse.
Il confronto si sviluppa oltre tre anni dopo il rapporto della compianta deputata Laburista Peta Murphy, che aveva formulato 31 raccomandazioni per ridurre l’influenza del settore.
Sul tavolo parlamentare resta inoltre il negoziato sull’NDIS. Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha avvertito che la Coalizione sosterrà la riforma soltanto dopo l’eliminazione della cosiddetta “widows’ tax”, emersa con la manovra economica di maggio.
Il Partito laburista ha preso l’impegno di correggere il problema, ma questa mattina Taylor ha chiesto con i toni di un ultimatum che la modifica venga approvata prima del voto finale sull’NDIS.