CANBERRA – One Nation ha presentato un piano per portare la migrazione netta dall’estero sotto lo zero per tre anni, riducendo di circa 750mila il numero complessivo di titolari di visti temporanei e cittadini stranieri presenti illegalmente nel Paese.
La proposta, annunciata da Pauline Hanson, mira a riportare la popolazione con visto temporaneo a circa 2,1 milioni di persone, un livello simile a quello del 2017, prima di introdurre un tetto permanente di 130mila ingressi netti l’anno.
Secondo le stime del partito, la Net Overseas Migration (NOM) oscillerebbe tra meno 20mila e meno 100mila persone all’anno durante il triennio di “reset”, contro l’obiettivo del Partito laburista di 225mila ingressi.
Il principale intervento riguarderebbe gli studenti internazionali.
One Nation propone di limitare a 100mila l’anno i nuovi visti studenteschi ordinari per tre anni, affiancandoli a un nuovo visto senza tetto rigido destinato a studi di “alto valore”, con circa 15mila posti annui riservati a dottorati e ad alcuni corsi di ricerca STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Studi matematici).
Il partito stima che la popolazione con visto studentesco scenderebbe dagli attuali circa 590mila a 350mila entro la fine del triennio.
Soltanto i dottorandi e alcuni ricercatori ammessi al nuovo visto potrebbero portare con sé familiari a carico.
Un ulteriore intervento riguarderebbe i visti temporanei per laureati. L’attuale sottoclasse 485 verrebbe sostituita da un permesso non rinnovabile di 18 mesi, limitato a 20mila posti. Secondo One Nation, ciò ridurrebbe il numero dei titolari da circa 270mila a 40mila.
La proposta eliminerebbe inoltre nuovi visti per i familiari che accompagnano lavoratori qualificati temporanei. I permessi esistenti resterebbero validi fino alla scadenza, ma non potrebbero essere rinnovati.
Un altro obiettivo è fermare il cosiddetto “visa hopping”, impedendo ai titolari di permessi temporanei di passare ripetutamente da una categoria all’altra per prolungare la permanenza in Australia.
Gli studenti dovrebbero normalmente lasciare il Paese alla conclusione degli studi, salvo l’accesso al programma selettivo per laureati. Anche i visitatori, di regola, non potrebbero richiedere un nuovo visto mentre si trovano già in Australia.
One Nation prevede così di ridurre i bridging visa da circa 413mila a 300mila.
Il piano riguarda anche gli oltre 80mila cittadini stranieri presenti illegalmente nel Paese. Avrebbero tre mesi per partire volontariamente; chi rimanesse oltre quel termine sarebbe sottoposto alle procedure di espulsione e a un divieto di rientro di tre anni. Per chi avesse deliberatamente superato la scadenza del visto di oltre sei mesi, il divieto diventerebbe permanente.
Resterebbero invece invariati il Pacific Australia Labour Mobility scheme e il Working Holiday Maker program.
Hanson ha agganciato la proposta alla crisi degli affitti, alla difficoltà di accesso alla casa, alla capacità degli ospedali e alle infrastrutture.
“Un’economia più grande sulla carta non significa nulla se gli australiani sono più poveri pro capite”, ha dichiarato.
Il piano viene presentato mentre One Nation sale nei sondaggi e il 66 per cento degli elettori intervistati da un sondaggio News24/YouGov Pulse afferma di volere una riduzione dell’immigrazione.
Il Partito laburista prevede una NOM di 225mila dal 2027-28, mentre la Coalizione propone di legare il livello degli ingressi al numero di nuove abitazioni completate, senza avere ancora fissato un obiettivo definitivo.