CANBERRA - Comprare casa potrebbe un giorno somigliare meno a una lunga attesa in cantiere e più a un sistema di componenti già pronti da assemblare.

Il ministro federale per l’Alloggio Clare O’Neil vuole spingere l’Australia verso l’edilizia prefabbricata, cercando nuove soluzioni per una crisi abitativa che resta il nodo sociale ed economico più spinoso del Paese.

Il governo promette 39,3 milioni di dollari per sperimentare l’uso di componenti modulari prodotti fuori cantiere: muri, finestre, tetti, bagni e cucine progettati secondo standard comuni e poi montati sul posto. L’obiettivo è ridurre tempi di costruzione, costi e incertezze, evitando di ripartire ogni volta da zero per elementi che, nella maggior parte delle case, sono molto simili.

“Gran parte delle abitazioni usa gli stessi componenti di base”, dirà O’Neil in un discorso dedicato anche alla difesa delle controverse modifiche fiscali sulle agevolazioni agli investitori immobiliari. Secondo il ministro, standardizzare alcune fasi del processo permetterebbe di rendere l’edilizia più efficiente e affidabile.

Il modello citato è la Svezia, patria di IKEA, dove circa l’80 per cento delle case indipendenti viene costruito con parti prefabbricate. In Australia, la quota è appena del 5 per cento. Il paragone con il mobile nella scatola è inevitabile, ma qui la scala è un’altra: non librerie o cucine da esposizione, ma un “kit di componenti” per abitazioni vere.

Il sistema è sviluppato da Building 4.0 CRC, gruppo di ricerca guidato dall’industria e parzialmente finanziato dal governo federale. La piattaforma sarà open source, cioè accessibile a imprese diverse senza dipendere da una sola società proprietaria. I fondi serviranno ad aiutare Stati e Territori con progetti pilota, progettazione, consulenza tecnica, formazione e sviluppo delle filiere.

Il governo vuole usare più componenti prefabbricati anche nell’edilizia sociale, così da creare una domanda stabile per un settore ancora giovane in Australia. Una commessa pubblica continua potrebbe dare all’industria la massa critica necessaria per crescere.

La spinta giunge mentre i costi dell’edilizia restano elevati. Secondo l’Australian Bureau of Statistics, i prezzi per costruire nuove abitazioni sono aumentati in media del 4,7 per cento nell’anno fino ad aprile. Commonwealth Bank prevede un picco dell’8 per cento entro settembre.

Per Mathew Aitchison, CEO di Building 4.0 CRC, il punto non è solo costruire case diverse, ma migliorare il sistema che le produce: più coerenza, più scala, meno sprechi. In un Paese che costruisce troppo lentamente rispetto al fabbisogno, anche il cantiere deve cambiare metodo.