DAMASCO - Una donna australiana collegata allo Stato Islamico ha tentato di imbarcarsi su un volo dalla capitale siriana diretto in Australia nonostante fosse l’oggetto di un ordine di esclusione temporanea.
Hodan Abby è stata fermata all’aeroporto siriano mentre cercava di partire insieme ad altre donne e minori collegati al gruppo jihadista, poi arrivati martedì sera a Sydney e Melbourne.
La misura imposta dal governo australiano vieta il rientro nel Paese fino a un periodo di due anni per motivi di sicurezza nazionale, anche se la persona interessata è cittadina australiana. Secondo l’Australian Border Force commissioner Gavan Reynolds, Abby è arrivata in aeroporto e ha provato a salire sull’aereo, ma il sistema di controllo ha impedito l’imbarco.
Il funzionamento è automatico. Brendan Dowling, coordinatore antiterrorismo del Dipartimento degli Interni, ha spiegato ai Senate Estimates (il ciclo di interrogazioni parlamentari sul bilancio e sull’operato dei dipartimenti federali) che, quando un passeggero fa il check-in per un volo internazionale diretto in Australia, viene verificato il suo diritto legale a entrare nel Paese. Se esiste una restrizione, come un ordine di esclusione temporanea, il banco check-in riceve dal centro operativo di frontiera australiano l’indicazione “do not board”. A quel punto, la compagnia aerea conferma il messaggio e il passeggero non viene ammesso a bordo.
Le altre donne e i minori sono riusciti invece a partire. Provenivano da un campo nel nord della Siria dove erano trattenute famiglie di membri dello Stato Islamico uccisi o detenuti. Dopo anni nel campo, il gruppo è arrivato in Australia senza arresti immediati, ma le indagini erano rimaste aperte e le persone rientrate stanno venendo sottoposte a controlli di polizia.
A Melbourne, due donne e i loro figli sono state accolte da un folto gruppo di giornalisti dopo l’atterraggio, poco dopo le 16.30. A Sydney, altre quattro donne e i loro figli sono stati fatti uscire da un ingresso secondario, evitando i media in attesa. Come in precedenti rimpatri, è stato offerto loro accesso all’assistenza del Department of Communities and Justice.
Questa mattina, a Melbourne, una delle donne, Rayann El Houli, 34 anni, è stata tratta in arresto con l'accusa di fare parte di una organizzazione terroristica.
Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha accusato il governo federale di nascondersi dietro il termine “sostegno” fornito da soggetti terzi. Secondo lui, il Partito laburista avrebbe “steso il tappeto rosso” a persone che hanno voltato le spalle al Paese e ai suoi valori.
Il Dipartimento degli Interni non sta fornendo fondi specifici per la vigilanza di polizia sui singoli individui, nonostante una richiesta avanzata dal governo del New South Wales prima del rientro. Intanto, Dowling ha avvertito che la radicalizzazione giovanile sta diventando più rapida e che Stati and Territori potrebbero avere bisogno di più risorse per intervenire sui giovani attratti da ideologie estremiste.