MELBOURNE - “Si è calabresi al di là dello spazio e del tempo. Si è calabresi quando si vive a Melbourne, a Sydney, quando si vive in Calabria”. È da questo principio che Orlandino Greco, consigliere regionale della Calabria con delega ai rapporti con i calabresi nel mondo, intende ripartire per rafforzare i legami tra la Regione e le comunità dell'emigrazione, trasformando un patrimonio di storia, tradizioni e appartenenza in nuove opportunità economiche e sociali.
Intervistato dal direttore editoriale Marco Patavino negli studi de Il Globo TV durante una visita istituzionale in Australia, Greco ha illustrato le priorità del suo mandato, a cominciare dal rilancio della Consulta dei calabresi nel mondo, tornata recentemente a riunirsi in presenza in Calabria dopo sette anni.
Un appuntamento che, nelle intenzioni del consigliere regionale, deve segnare l'avvio di una nuova fase, nella quale il ruolo dei consultori e delle associazioni possa andare oltre la conservazione dei legami culturali e identitari, contribuendo direttamente alla definizione di progetti e collaborazioni con le istituzioni e il sistema economico calabrese.
“Si deve potenziare attraverso il lavoro che fanno i consultori, e ricordiamo che lo fanno in modo volontario, perché sono innamorati della propria terra e quindi vogliono lasciare una traccia”, ha spiegato Greco, sottolineando l'importanza del contributo offerto dalle organizzazioni calabresi nei diversi Paesi del mondo.
La strada indicata dal consigliere è quella di rafforzare i rapporti con le istituzioni locali, le Camere di Commercio, i Consolati e le organizzazioni comunitarie, costruendo una rete di collaborazioni capace di coinvolgere anche le nuove generazioni.
“Abbiamo il compito di unire e entusiasmare i giovani, perché molte sono le seconde e terze generazioni che sono un poco distanti e distratte e noi abbiamo il compito di riattivarle”, ha osservato, richiamando il lavoro avviato durante i due giorni di incontri della Consulta.
Un'esperienza che, secondo Greco, ha già prodotto una rinnovata disponibilità a collaborare, con iniziative che spaziano dagli accordi tra università ai rapporti con gli organi di informazione, fino alle attività sociali e imprenditoriali.
“L'effetto della Consulta fatta in presenza, con due giorni di lavoro dalla mattina fino a sera tardi, ha dato entusiasmo -. C'è chi si impegna nella direzione degli accordi tra le università, chi si impegna negli accordi con gli organi di comunicazione, chi si impegna sul sociale”.
La valorizzazione delle comunità all'estero rappresenta, tuttavia, soltanto una parte del progetto. L'obiettivo più ambizioso è utilizzare questa rete internazionale per favorire lo sviluppo economico della Calabria, promuovendo il territorio e attirando nuovi investimenti, sulla scorta di quanto di virtuoso è stato fatto dai protagonisti dell’emigrazione calabrese.
“Voglio anche sottolineare un aspetto, i calabresi nel mondo hanno fatto strada, professionisti, imprenditori che, grazie al comportamento esemplare all’interno delle loro comunità, hanno detassato la Calabria da un pregiudizio atavico e questo credo sia un altro importante elemento cardine. Ricordo quando, prima del Covid, sono stato in Australia, il premier del Victoria ha inteso ringraziare, per il mio tramite, i calabresi che hanno contribuito a costruire e far crescere Melbourne”.
La valorizzazione della Regione è ribadita con grande convinzione dal consigliere: “Noi stiamo investendo sul turismo di ritorno, su un progetto che abbiamo chiamato Calabria Golf Destination, e su un altro piano a cui crediamo molto, voluto proprio dal presidente Occhiuto, Ripopola Calabria”, ha spiegato Greco, indicando tra le priorità la possibilità di favorire il rientro di chi desidera stabilirsi nuovamente nella terra d'origine.
L'iniziativa Ripopola Calabria guarda anche al recupero del patrimonio abitativo nei piccoli centri, offrendo opportunità a chi intende tornare a vivere in Calabria, “magari, perché no, è un’opportunità per ristrutturare le case dei nonni che aprono una volta all'anno”.
Ma il turismo di ritorno non esaurisce le potenzialità di una collaborazione economica con le comunità all'estero. Greco punta soprattutto a coinvolgere imprenditori di origine calabrese e australiani attraverso missioni economiche e visite nei territori produttivi della Regione.
“L'eccellenza calabrese non è semplicemente il turismo, ad esempio, eccellenza è nella nostra dieta mediterranea, nei prodotti e nelle persone che fanno la differenza”.
Il consigliere Greco ha richiamato in particolare le potenzialità del settore vitivinicolo, dell'olio e delle produzioni casearie, insistendo sulla necessità di valorizzare non soltanto la qualità dei prodotti, ma anche la storia e la cultura dei territori dai quali provengono.
“La Calabria ha una storia da raccontare, perché anche dietro un grappolo d'uva c'è una storia. E questa storia, se è raccontata bene, se è trasmessa, se è fatta conoscere”, può diventare uno strumento di promozione del territorio.
Una strategia che deve però confrontarsi con una delle principali contraddizioni economiche e sociali della Regione: la persistente emigrazione dei giovani, soprattutto verso il Nord Italia, alla ricerca di migliori opportunità occupazionali.
Greco non nega il problema. “Le opportunità lavorative al sud non sono allo stesso livello del Nord del Paese”, ha riconosciuto, indicando però nell'attrazione di nuovi investimenti e nel rafforzamento delle infrastrutture alcune delle condizioni necessarie per invertire questa tendenza.
“Se noi riusciamo a caratterizzarci su settori particolari, oltre il turismo che è innegabilmente uno degli aspetti trainanti, e cito proprio l'Università della Calabria, che è certamente un volano di innovazione tecnologica”, ha spiegato il consigliere, mettendo in luce le opportunità offerte dalle startup e dagli insediamenti di aziende tecnologiche in Calabria.
La possibilità di attrarre capitali e competenze dall'estero assume dunque un significato che va oltre il rapporto con le comunità dell'emigrazione: creare occupazione e consentire ai giovani calabresi di costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la Regione.
“Il PIL lo aumenti se crei ricchezza, e la ricchezza la si crea se insediamenti produttivi, artigianali, commerciali, startup e altre forme di investimenti arrivano in Calabria”.
L’intervista è stata anche l’opportunità di affrontare alcune questioni politiche nazionali, a partire dall'alleanza tra Italia del Meridione, movimento fondato e guidato da Orlandino Greco, e la Lega di Matteo Salvini, nonostante le differenti origini e sensibilità territoriali.
“Noi siamo un partito autonomista, siamo un partito costituzionale”, ha spiegato, che ha l’obiettivo di “abbattere i divari Nord-Sud, i divari di generazione, i divari di genere”.
Greco ha difeso la scelta di collaborare con la Lega, individuando nella comune impostazione autonomista un terreno di convergenza politica. “Noi siamo orgogliosamente meridionali, ma non rivendichiamo per il giusto gusto di rivendicare”, ha affermato. “Noi siamo un Meridione che è la soluzione ai problemi”.
Sull'autonomia differenziata, il consigliere ha richiamato gli articoli 116, 117 e 119 della Costituzione, sostenendo che la sfida per le regioni meridionali debba essere quella di utilizzare le opportunità offerte dal decentramento amministrativo, senza rinunciare alle garanzie sulla perequazione infrastrutturale e sui servizi essenziali.
“Non mi preoccuperei di vedere quello che fa la Lombardia. Io voglio capire quello che fa l'Abruzzo, il Molise, la Calabria, la Campania”, ha dichiarato, aggiungendo che la Regione potrebbe valutare anche la richiesta di maggiori competenze in materia sanitaria.
Greco ha inoltre ribadito il proprio sostegno al Ponte sullo Stretto, definendolo “una sfida tecnologica, una sfida mondiale” e un'opera fondamentale per lo sviluppo economico del Mezzogiorno, pur riconoscendo le difficoltà che ne accompagnano la realizzazione.
Ancora più netta la posizione del consigliere Greco sulle recenti riforme della cittadinanza e della rappresentanza parlamentare degli italiani all'estero, sulle quali Orlandino Greco ha preso apertamente le distanze dalle scelte del governo nazionale.
“Sono contrarissimo alla legge 74 del 2025”, ha dichiarato a proposito delle nuove disposizioni sulla cittadinanza per discendenza. “Pur essendo in quell'ambito politico, non ne condivido le ragioni e il metodo ma, soprattutto, non ne condivido l'essenza. Si è italiani sempre”.
Altrettanto severo il giudizio sulla riforma elettorale che riduce le ripartizioni della Circoscrizione Estero a due per la Camera e una sola per il Senato.
“La riforma elettorale rappresenta dei giochi di potere, non altro”, la risposta di Greco, che ha presentato, in consiglio regionale, una mozione per proporre una diversa articolazione territoriale, con tre ripartizioni per entrambe le Camere: Europa, Americhe e Australia-Asia-Africa.
La nuova suddivisione, secondo Greco, rischia di favorire le comunità italiane numericamente più consistenti, soprattutto quelle sudamericane, penalizzando la rappresentanza di altre aree geografiche.
“È palese che continenti come l'Australia avranno pochissima voce in Parlamento”, ha avvertito, sollevando anche dubbi sulla costituzionalità del nuovo sistema.
La visita australiana ha rappresentato, infine, un'occasione per avviare contatti e individuare possibili collaborazioni con le istituzioni e le organizzazioni della comunità calabrese.
A Melbourne, Greco ha incontrato i consultori Michelle Loielo e Vincenzo Daniele, oltre a rappresentanti delle associazioni, del Consolato, della Camera di commercio e del Co.As.It., con un focus sule prospettive di sviluppo dei rapporti economici e culturali con la Calabria.
Greco ha raccontato di aver incontrato numerosi calabro-australiani desiderosi di riallacciare un rapporto più diretto con la terra d'origine, non soltanto attraverso le visite familiari, ma anche con progetti economici e personali.
“La cosa più emozionante è trovare tanti imprenditori calabresi, anche qua in Australia, che hanno voglia di tornare, vivere, investire, dare opportunità e in qualche modo ritrovare se stessi”.