MELBOURNE – Il Victoria è stato nuovamente classificato come la giurisdizione australiana meno favorevole alle imprese dal Business Council, che attribuisce il risultato soprattutto a un livello relativamente elevato di tassazione e alla complessità delle procedure amministrative.
La nuova edizione del “regulation rumble”, la graduatoria annuale delle politiche statali e territoriali, vede il Victoria all’ultimo posto per il quarto anno consecutivo, mentre il South Australia mantiene la prima posizione occupata fin dalla nascita dell’indice nel 2023.
L’amministratore delegato del Business Council, Bran Black, ha affermato che il Victoria continua ad attraversare “serie difficoltà” e ha indicato tasse elevate e regolamentazione eccessiva tra i fattori che, a giudizio dell’organizzazione, frenano l’economia e contribuiscono alla disoccupazione.
La graduatoria riflette la valutazione del Business Council sulle condizioni offerte alle imprese. Vengono premiati, tra gli altri elementi, livelli più bassi di payroll tax e imposte sulla proprietà, tempi più rapidi per le autorizzazioni urbanistiche, procedure di licenza più semplici e minori costi per assicurazioni e compensazione dei lavoratori.
Il premier Ben Carroll, subentrato a Jacinta Allan negli ultimi mesi prima delle elezioni di novembre, ha cercato di presentare il governo Laburista, al potere da 12 anni, come maggiormente orientato alle esigenze del settore privato.
Il Victoria ha già approvato le norme “Better Decisions Made Faster” per velocizzare le autorizzazioni, ma la riforma non è stata presa in considerazione nella graduatoria perché entrerà in vigore soltanto nel 2027. Il Business Council ha comunque riconosciuto che potrebbe migliorare la posizione dello Stato.
Il South Australia trae sopratutto beneficio di una payroll tax con aliquote medie più basse e dell’adeguamento delle soglie all’inflazione, unico caso in Australia. L’organizzazione considera inoltre favorevole il sistema semplificato di licenze.
Il Northern Territory ha migliorato la propria posizione grazie agli sforzi per accelerare le approvazioni, mentre il New South Wales, quinto, ha ridotto alcuni tempi senza però eliminare la complessità e i ritardi del sistema.
Australian Capitol Territory, Tasmania, Queensland e Western Australia occupano le altre posizioni intermedie. Il Queensland viene penalizzato, tra l’altro, dalle restrizioni sugli orari commerciali e dalle imposte fondiarie, mentre il Western Australia perde punti per la payroll tax applicata anche a imprese più piccole.
Black ha sostenuto che le aziende australiane restano “sepolte sotto montagne di burocrazia”, pur riconoscendo progressi nelle riforme della pianificazione.
Nel Victoria, intanto, sia il Partito laburista che la Coalizione hanno promesso di aumentare la soglia di esenzione dalla land tax, invertendo in parte le modifiche introdotte nel 2024.
La leader dell’opposizione Jess Wilson ha inoltre preso l’impegno di eliminare la payroll tax per le scuole private e l’imposta di bollo per chi acquista la prima casa, mentre Carroll ha ribadito l’intenzione di collaborare con il settore privato per individuare vantaggi competitivi e sostenere occupazione e crescita.