BRUXELLES – La proposta di Ursula von der Leyen di offrire al Canada una forma di adesione associata all’Unione europea ha aperto un confronto tra Bruxelles e diverse capitali alla vigilia del vertice UE-Canada di Montreal.
Germania, Italia e Grecia hanno espresso una forte opposizione alla formulazione, mentre anche la Francia ha manifestato scetticismo. Il nodo riguarda soprattutto un termine che non compare nei trattati europei e il cui significato giuridico e politico non è ancora stato definito.
“Il problema principale è che si tratta di una terminologia sconosciuta, che potrebbe creare incertezza giuridica e aspettative da parte di altri Paesi terzi”, ha spiegato un diplomatico europeo.
Una bozza della dichiarazione congiunta prevedeva scambi regolari con le autorità canadesi sulle principali iniziative politiche e normative e rinviava al vertice del 2027 la definizione completa della partnership.
La menzione esplicita della “membership associata” ha però suscitato obiezioni. Una nuova versione del testo ha precisato che il concetto era stato “proposto dalla Commissione europea”, prendendo così le distanze da un’eventuale approvazione condivisa degli Stati membri.
Il documento avrebbe dovuto essere adottato attraverso la procedura del silenzio-assenso, ma Germania, Italia, Francia e Grecia hanno presentato obiezioni prima della scadenza.
L’ufficio del presidente del Consiglio europeo António Costa dovrebbe quindi predisporre una nuova versione in vista di ulteriori discussioni tra gli ambasciatori prima dell’apertura del vertice di giovedì.
Von der Leyen aveva avanzato l’idea a settembre durante il discorso sullo Stato dell’Unione, alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney.
La proposta, tuttavia, non era stata discussa preventivamente né con gli Stati membri né all’interno della Commissione, cogliendo di sorpresa diverse capitali.
Lo stesso Carney ha mostrato cautela sulla terminologia, preferendo parlare di una “alleanza del futuro” e sottolineando che ciò che conta è soprattutto la sostanza dell’intesa.
Tra i governi europei esiste comunque un ampio consenso sull’opportunità di rafforzare la cooperazione con il Canada in settori come difesa, materie prime critiche, energia, commercio e sicurezza delle frontiere.
La controversia riguarda quindi soprattutto l’etichetta istituzionale e le sue possibili conseguenze.
Per Berlino, prima di adottare una nuova definizione sarebbe necessario stabilire con precisione quali forme di cooperazione essa includerebbe. Altri governi temono invece che un accordo di questo tipo possa creare un precedente destinato a essere invocato da altri Paesi interessati a un rapporto più stretto con l’Unione.
Un funzionario europeo ha osservato che un eventuale modello canadese potrebbe diventare un riferimento per altre nazioni che intendono avvicinarsi all’UE senza poter aderire formalmente al blocco.