ROMA - “È un campionato strano, diverso, dove non saranno le solite cinque squadre come le milanesi, Juve, Roma e Napoli, a giocarsi lo scudetto. Qualcuno è già in ritardo e non gioca un buon calcio. L’Inter è la più forte, Lazio finora straordinaria e va elogiata, dalla squadra all’allenatore. La Roma regge e gioca bene, divertendo. Il Como si sta confermando e poi c’è la sorpresa Frosinone, mi piace tantissimo vederlo giocare”. La fotografia del campionato è di Zibi Boniek, ex grande attaccante di Juve e Roma. Gattuso è l’allenatore del momento: “È un tecnico col quale, da giocatore, mi sarebbe piaciuto stare. È un uomo vero, semplice, che ti ascolta e che ti fa giocare liberamente”, spiega l’ex punta polacca, vice-presidente dell’Uefa.

Cosa manca alla Roma per superare l’Inter e vincere lo scudetto è presto detto: “Semplice, bisogna avere ancora più campioni. L’allenatore è importantissimo, ma la differenza la fanno i giocatori”.La vicenda Malagò e le elezioni Figc del 14 dicembre: “Mi sono fatto una risata sulla questione del tesseramento di Malagò. È un uomo conosciuto, da tanti anni è nel mondo dello sport. Mi sembra il profilo ideale come presidente federale. Se verrà rieletto, la sua posizione si rafforzerà. Con lui la Federcalcio è in buone mani. Adesso è spuntato il nome di Galliani, un altro che conosce il calcio come pochi. Il calcio ha bisogno di cambiamenti, credo che Malagò possa esserne garante”.

Sul momento del Napoli: “Negli ultimi anni ha vinto tantissimo, quest’anno è partito in maniera diversa. Non stanno giocando benissimo. Hanno buoni giocatori, ma anche non sono una buona squadra”. Boniek, infine, si sofferma sulla Juventus: “Situazione abbastanza difficile e compromessa.Sento vari critici, chi è pro Conte, chi critica Spalletti. Ma quando guardo la Juve, non vedo una squadra di campioni. Ha buoni giocatori, ma oggi non è in prima fila per vincere lo scudetto, non ha qualità per farlo come un tempo”.

Sulla presidenza della Federcalcio è intervenuto anche Gianni Rivera: “Chi tra Galliani o Malagò come nuovo presidente? Io direi Gianni Rivera, dovrei andarci io, ma lo capiscono poco, non so se sono in grado. Se va lì uno che capisce di calcio è pericoloso, io andrei lì e curerei il calcio, quei due lì non sono in grado”.