CANBERRA – I Verdi australiani rilanciano la propria agenda economica con una proposta per aumentare la soglia esentasse da 18.200 a 26mila dollari, una misura che secondo il partito lascerebbe più di mille dollari nelle tasche di quasi ogni lavoratore.
Il leader David Shoebridge presenterà il piano in giornata nel suo primo intervento al National Press Club da quando ha assunto la guida del partito circa un mese fa.
Shoebridge sostiene che la riforma dovrebbe essere discussa immediatamente e potrebbe essere negoziata con il Partito laburista prima delle prossime elezioni federali, previste entro maggio 2028.
La possibilità di approvare la misura appare tuttavia limitata dagli attuali equilibri parlamentari. I Verdi dispongono infatti di un solo seggio alla Camera dei Rappresentanti e avrebbero bisogno del sostegno di 75 deputati.
Il ministro Laburista Murray Watt ha escluso una collaborazione sulla proposta fiscale, affermando che il governo ha già chiarito la propria posizione sulle tasse.
“I Verdi sono liberi di fare tutte le dichiarazioni che vogliono”, ha detto, sostenendo che alle prossime elezioni l’alternativa sarà tra un governo Laburista e una coalizione formata da Liberali, Nazionali e One Nation.
Shoebridge ha replicato accusando il Partito laburista di “arroganza” e sostenendo come gli elettori debbano percepire la possibilità concreta di scegliere un’alternativa quando ritengono che le forze al governo non migliorino la loro vita quotidiana.
Secondo un sondaggio Essential pubblicato oggi, i Verdi raccolgono il 12 per cento delle preferenze primarie, mentre Partito laburista e One Nation sono entrambi appaiati al 28 per cento.
Il nuovo leader ha promesso di rilanciare il partito dopo la perdita di tre seggi alle ultime elezioni e ha indicato tra i propri obiettivi quello di contrastare la crescita di One Nation.
La proposta fiscale avrebbe un costo stimato di 22 miliardi di dollari l’anno. Shoebridge sostiene però che non alimenterebbe l’inflazione perché verrebbe compensata attraverso nuove imposte sulle imprese, concentrate in particolare sul settore delle risorse.
I Verdi propongono una tassa del 25 per cento sulle esportazioni di gas e un’imposta sulla rendita delle risorse legata ai prezzi di mercato.
“Quando il prezzo delle nostre risorse aumenta, il popolo australiano dovrebbe ricevere la propria giusta quota, dopo tutto le risorse appartengono innanzitutto alla collettività”, dirà Shoebridge.
L’intervento al National Press Club potrebbe però essere oscurato anche dalle difficoltà interne del partito.
All’inizio di ottobre, sette membri dei Verdi hanno chiesto un’indagine sul senatore del Western Australia Jordon Steele-John, portavoce per disabilità e salute mentale, al momento in congedo dal Parlamento, mentre la sezione statale esamina accuse di comportamento inappropriato nei confronti di alcune donne. Steele-John nega qualsiasi illecito.
Il partito è inoltre finito al centro di critiche per la propria posizione sull’Ucraina. Shoebridge ha ribadito che i Verdi sostengono aiuti diretti a Kiev per l’autodifesa, ma non il commercio internazionale di armamenti, sostenendo che la linea non sia cambiata dall’inizio del conflitto nel 2022.