CANBERRA – Il dato inflazionario è salito più del previsto a settembre, dando corpo alle aspettative di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse da parte della Reserve Bank of Australia (RBA) già la prossima settimana.
Secondo l’Australian Bureau of Statistics (ABS), l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,8 per cento nel mese, rispetto allo 0,4 per cento di agosto, portando il tasso annuo dal 4 al 4,3 per cento.
La componente che ha contribuito maggiormente all’aumento su base annua è stata quella dell’abitazione, cresciuta del 5,2 per cento.
Anche i trasporti hanno esercitato una spinta di rilievo, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti, saliti del 9,4 per cento nel solo mese di settembre.
L’inflazione di fondo misurata tramite il trimmed mean è salita al 3,6 per cento, mentre il dato di agosto è stato rivisto al ribasso al 3,5 per cento.
L’aumento si è verificato nonostante i carburanti siano esclusi da questa misura per la loro ampia oscillazione del prezzo.
Dopo la pubblicazione dei dati, le aspettative dei mercati per un rialzo dei tassi a novembre sono cresciute immediatamente. Secondo i dati Bloomberg, la probabilità attribuita a un incremento di 25 punti base la prossima settimana è salita a circa l’85 per cento.
L’economista capo di KPMG Australia Brendan Rynne ha definito i dati “l’ultimo elemento necessario” perché la RBA proceda con il quinto aumento del costo del denaro dell’anno.
“A questo punto è chiaro che le spinte sui prezzi nell’economia australiana stanno aumentando, non diminuendo”, ha affermato.
David Bassanese, economista capo di Betashares, ritiene che lo scenario più probabile sia un rialzo già la prossima settimana, seguito da una pausa a dicembre prima delle festività.
Ha però osservato che la RBA potrebbe anche decidere di attendere, considerando che l’aumento dei tassi d’intereresse a settembre era stato apportato in via preventiva.
Il vicegovernatore Andrew Hauser, intervenendo durante le audizioni di bilancio del Senato, ha dichiarato che l’inflazione è sostanzialmente in linea con le attese della Banca centrale, ma resta troppo elevata.
La RBA mantiene un obiettivo compreso tra il 2 e il 3 per cento.
Anche il dato trimestrale rafforza le preoccupazioni: il trimmed mean è salito dell’1 per cento nel terzo trimestre, oltre lo 0,8 per cento previsto dalla Banca centrale ad agosto.
Secondo Bassanese, il dato conferma che i rischi inflazionistici si sono concretizzati, alimentati dal trasferimento dei maggiori prezzi del petrolio a una gamma più ampia di beni e servizi e dalla persistente inflazione nel settore dei servizi.
Il consiglio di politica monetaria della RBA inizierà la propria riunione lunedì e annuncerà la decisione martedì pomeriggio, insieme alle nuove previsioni economiche.