BRASILIA – Il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro avrebbe lasciato il Paese diretto negli Stati Uniti dopo la sconfitta alle presidenziali e senza aver rispettato un ordine della Corte Suprema che gli imponeva di consegnare i passaporti entro 24 ore.

Due fonti e diversi resoconti dei media hanno riferito della partenza, ma non è stato immediatamente chiarito quale fosse la sua destinazione finale, a che ora fosse previsto l’arrivo né se intendesse chiedere asilo politico.

L’ambasciata statunitense in Brasile e il legale del senatore non hanno fornito commenti.

In un aggiornamento, Il Dipartimento di Stato amaricano ha affermato che Flávio Bolsonaro e la sua famiglia riceveranno visti statunitensi dopo aver lasciato il Brasile.

Lunedì, Bolsonaro aveva ricevuto l’ordine di consegnare i propri documenti di viaggio nell’ambito di un’indagine per riciclaggio di denaro, nella quale nega ogni illecito. Secondo altre due fonti, i passaporti sarebbero stati annullati dopo la scadenza del termine.

Solo poche ore prima, il senatore aveva escluso l’ipotesi di lasciare il Paese.

“Non ho mai pensato di andarmene - aveva dichiarato -. Consegnerò i miei passaporti e mi difenderò da questa farsa, che è un chiaro tentativo di intimidirmi”.

Resta quindi da chiarire come sia riuscito a partire. Un alto funzionario della Polizia Federale ha affermato che Bolsonaro non risulta aver lasciato il Brasile attraverso un normale punto di controllo migratorio.

La vicenda rischia di aggravare i rapporti tra Brasilia e Washington. L’amministrazione del presidente americano Donald Trump ha già sostenuto che Jair Bolsonaro, padre di Flávio ed ex presidente del Brasile, sia stato vittima di persecuzione giudiziaria.

Trump non ha fatto riferimento alla partenza del senatore, ma lunedì aveva affermato che il voto brasiliano “sembrava un’altra elezione truccata”.

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha invece accusato in precedenza gli Stati Uniti di collaborare con la famiglia Bolsonaro nel tentativo di riportarla al potere.

Flávio Bolsonaro, ritenuto favorito prima del voto di domenica, è stato sconfitto da Lula con uno scarto di circa 4,4 milioni di preferenze.

Il presidente rieletto, che ieri ha compiuto 81 anni, ha raccolto oltre 64 milioni di voti, contro meno di 60 milioni per Bolsonaro, uno scarto vicino al quattro per cento.

Il senatore non ha ancora riconosciuto personalmente la sconfitta. Domenica aveva chiesto l’annullamento del risultato, denunciando presunte irregolarità dopo che problemi in alcuni seggi avevano portato le autorità a prolungare le operazioni di voto di due ore.

Lunedì ha inoltre sollecitato il tribunale elettorale ad aprire un’indagine su presunte frodi e ad annullare le candidature di Lula e del vicepresidente Geraldo Alckmin.

Per ribaltare l’esito dovrebbe però presentare prove di irregolarità sufficienti a incidere sul margine di 4,4 milioni di voti e convincere gli otto membri del tribunale elettorale prima della certificazione dei risultati prevista per il 18 dicembre.

Il suo Partito Liberale ha nel frattempo riconosciuto ufficialmente la vittoria di Lula.

Il ministro per le Relazioni istituzionali José Guimarães ha dichiarato di non avere ancora ricevuto conferme della partenza dalla Polizia Federale o dagli organismi di controllo.

Jair Bolsonaro aveva a sua volta raggiunto gli Stati Uniti dopo aver rifiutato di concedere la vittoria a Lula nel 2022. Tornato successivamente in Brasile, è stato condannato a 27 anni di carcere per aver progettato un colpo di Stato dopo l’assalto dei suoi sostenitori agli edifici governativi di Brasilia.