TEHERAN – L’Iran ostenta sicurezza di fronte all’offensiva economica lanciata da Donald Trump per piegare il regime e promette vendetta contro i nemici. E nel mirino sono finiti anche i figli del presidente americano e del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Sulla scia del video realizzato nelle scorse settimane per Melania, i media iraniani hanno rilanciato un filmato dal titolo “Dove uccidere Barron Trump”, indicando i posti newyorkesi più frequentati dal più giovane degli eredi del presidente statunitense, inclusa la Trump Tower sulla Quinta Strada.

Verso la fine del video, poi, il narratore fa una promessa: chi agirà contro il ventenne Barron potrebbe ricevere anche una ricompensa di 10 milioni di dollari. Quasi una risposta alle taglie messe dal Dipartimento di Stato sulla testa dei vertici iraniani, a partire dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, passando per tutti i principali responsabili dei pasdaran.

“I servizi segreti statunitensi sono a conoscenza del video e indagano su qualsiasi cosa possa essere percepita come una minaccia per le persone che proteggiamo. Per motivi di sicurezza operativa, non discutiamo di questioni di intelligence relative alla protezione”, ha dichiarato il portavoce dei servizi segreti Nate Herring in una e-mail.

Reuters ha riferito all’inizio di questo mese che gli Stati Uniti hanno ricevuto diversi avvertimenti da Israele nel corso dell’ultimo anno, secondo i quali l’Iran intende assassinare il presidente americano, stando alle dichiarazioni di funzionari, anche prima di un presunto complotto segreto contro l’Air Force One in Turchia. Donald Trump si è descritto come “il numero uno nella lista nera dell’Iran”.

Il trentacinquenne Yair Netanyahu, invece, è stato oggetto di un presunto complotto mentre risiedeva negli USA, Il piano era di ucciderlo in Florida, e per questo è stato fatto rientrare in tutta fretta in Israele. Secondo quanto riportato dal media USA conservatore Newsmax, l’intelligence riteneva che agenti iraniani fossero “sul campo” nell’area di Miami per sorvegliare gli spostamenti di Yair e questo avrebbe fatto scattare l’allarme.

Una minaccia presa molto sul serio, tanto che il figlio del premier israeliano è stato fatto immediatamente rientrare in patria senza nemmeno avere la possibilità di poter prendere e portare con sé i suoi averi ed effetti personali.

Le minacce contro Barron Trump e Yair Netanyahu dimostrano come la ripresa di un negoziato sia lontana. “Ho detto a Trump che dubito in un accordo con quei selvaggi’, ha rivelato il premier israeliano.