“Sento che è arrivato il momento. Il momento di fare un passo avanti e iniziare una nuova fase della mia vita. Lascio, orgoglioso di aver vissuto il mio sogno e di tutte le persone che sono state al mio fianco per renderlo realtà. Grazie calcio per avermi reso così felice”.
Con queste parole Pedro Rodríguez ha annunciato il suo addio al calcio. A 39 anni, dopo aver concluso lo scorso 30 giugno la sua esperienza con la Lazio, l’attaccante spagnolo mette fine a una carriera straordinaria, durata quasi vent’anni e vissuta ai massimi livelli tra Spagna, Inghilterra e Italia.
Se ne va uno dei protagonisti più vincenti della sua generazione. Pedro ha conquistato praticamente tutto: campione del mondo nel 2010 e d’Europa nel 2012 con la Spagna, ha costruito gran parte della sua leggenda con il Barcellona di Pep Guardiola, una delle squadre più forti della storia del calcio.
In blaugrana ha collezionato 321 presenze e 99 gol, alzando cinque Liga, tre Coppe del Re, tre Champions League, quattro Supercoppe di Spagna, tre Supercoppe Europee e due Mondiali per Club. Rapido, tecnico e letale sotto porta, Pedro aveva soprattutto una qualità che lo ha accompagnato per tutta la carriera: saper comparire nel momento decisivo.
Nel 2009 entrò inoltre nella storia diventando, insieme a Lionel Messi, uno dei giocatori capaci di segnare in sei competizioni diverse nello stesso anno: Liga, Champions League, Coppa del Re, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea e Mondiale per Club.
Nel 2015 il trasferimento al Chelsea aprì un nuovo capitolo. A Stamford Bridge rimase per cinque stagioni, superando le 200 presenze e conquistando una Premier League, una FA Cup e un’Europa League. Poi, nel 2020, l’arrivo in Italia.
Prima la Roma, con cui disputò la stagione 2020-21, quindi il passaggio dall’altra parte della Capitale. Alla Lazio Pedro ritrovò Maurizio Sarri e visse cinque stagioni da protagonista, diventando uno dei punti di riferimento della squadra grazie alla sua esperienza, alla qualità e a quella capacità di trovare il gol quando serviva di più.
Con i biancocelesti ha chiuso la sua avventura italiana con 39 reti in 209 presenze, guadagnandosi l’affetto del pubblico e confermando, anche negli ultimi anni della carriera, una classe rimasta intatta.
In totale sono 841 le partite disputate da professionista e oltre 200 i gol realizzati. Con la nazionale spagnola, invece, ha collezionato 65 presenze e 17 reti, entrando nella storia della Roja con i trionfi al Mondiale sudafricano del 2010 e all’Europeo del 2012.
Dal giovane “Pedrito” che il 12 gennaio 2008 debuttava con il Barcellona indossando il numero 33 al campione capace di vincere in Spagna, Inghilterra e con la propria nazionale. Fino agli ultimi anni romani, prima in giallorosso e poi in biancoceleste.
Quasi vent’anni dopo quel debutto, Pedro chiude il cerchio. Lo fa con una bacheca piena di trofei, centinaia di gol e una carriera trascorsa spesso lontano dai riflettori riservati alle superstar, ma quasi sempre al posto giusto nel momento che contava di più.
Il calcio saluta Pedro. E Pedro saluta il calcio con le parole più semplici: “Grazie per avermi reso così felice”.